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sabato 15 aprile 2017

Una Mousse bucolica, e ricominciare a pensare...

Ed anche quest'anno, la Pastiera l'abbiamo portata a casa! Dopo i soliti due giorni di lavoro, stavolta accompagnati da una simpatica febbricciola, alle ore 12h14 del 15 Aprile 2017, siamo a quota: 1 pastiera grande, 4 pastiere piccole, 3 mini-pastiere e 1 non ben identificato tortino con ripieno avanzato di pastiera ed amaretti (che boh? che sarà lo scopriremo solo domani).

Ma ovviamente la ricetta della pastiera non ve la ri-racconto oggi, dovreste ormai ben conoscerla, dato che ve la raccontai nel lontano Febbraio 2010 (7 anni fa, pareva ieri!), qui. Oggi vi voglio far vedere una splendida ricetta, sempre un dessert, che mi ha fatto conoscere una delle fantastiche persone che riempiono la mia vita, ed io a mia volta ho riproposto ad altre meravigliose donne, per una speciale occasione, un compleanno! 

E dopotutto che senso e valore ha cucinare se non pensi a qualcuno cui offrire ciò che prepari? Può essere la persona che lo mangia, può essere qualcuno lontano cui vorresti far assaggiare ogni cucchiaiata che tiri su dalla pentola, potrebbe essere il tuo gatto che ti guarda mentre sfaccendi...perché se non pensi a qualcuno allora sei solo in cucina, ma non stai cucinando, e tutto ciò che sforni perde valore e gusto, e soprattutto perde il cuore. E forse è proprio per questo che sto piano piano ricominciando a cucinare, perché ho ricominciato a pensare: purtroppo non vuol dire che tornerò su Ciliegina tutti i giorni e tutte le settimane come anni fa, purtroppo la vita è ricca di imprevisti ed impegni e non riesco più a ritagliarmi così tanto spazio, ma sicuramente la motivazione è tornata, la passione anche ed il mio cuore soprattutto, scaldato dallo scoppiettare dei fornelli.

Ecco questa mousse, esattamente come è stata condivisa con me in piccoli ed amorevoli barattolini, allo stesso modo l'ho voluta dedicare a delle care amiche, e se potessi la condividerei con tante persone vicine e lontane, alcune che non ci sono più, altre che invece entrano ogni giorno di più a far parte di questa piccola vita.

Ed eccola...


MOUSSE AU CHOCOLAT ET FRAMBOISES
per 5 barattolini

Ingredienti:
- 200g cioccolato fondente
- 2 uova
- 100g zucchero
- 250g panna da montare
- lamponi q.b.
- 2 cucchiai zucchero mascobado

Preparazione:
In primis sciacquare ed asciugare bene i lamponi. Lasciatene da parte 5 interi (uno per ogni barattolino) e gli altri lasciateli macerare a fuoco lento, anzi lentissimo, in un pentolino antiaderente con un paio di cucchiaiate di zucchero mascobado q.b. (se non lo avete va bene anche lo zucchero normale).

Sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente che avrete precedentemente spezzettato.

In una ciotola montare a neve (sì, avete udito bene, a neve...si usa come terminologia anche per le uova intere non solo per gli albumi), le uova e lo zucchero per almeno 5 min alla massima velocità delle fruste elettriche.

Quando il composto sarà ben raddoppiato di volume e soffice e spumoso, unirvi il cioccolato sciolto anche se ancora caldo, amalgamare ed unire la panna che avrete precedentemente semi-montato (non la montate troppo perché viceversa si separeranno grassi da liquidi facendo così il burro invece che la panna).

Riempire i barattolini mettendo sul fondo la marmellata di lamponi, ricoprire con la mousse aiutandovi con una sac-à-poche, sbattete il barattolino sul tavolo per far uscire le bolle d'aria ed infine decorate con uno dei lamponi che avete scrupolosamente messo da parte.

Chiudete e lasciate riposare in frigo per una notte.




Meglio di me, questa preparazione ve la può spiegare Stefano Pinciaroli, in questo video, dove potrete apprezzare uno splendido accento Toscano (che, come per chi non la pensa come Stanis La Rochelle, è veramente sexy!).

Ovviamente se non dovesse essere stagione di lamponi potete usare l'arancio, il limone, o qualsiasi altro frutto, purché si scontri e di conseguenza smorzi, la dolcezza della mousse.


mercoledì 6 maggio 2015

Primo magno...mango...MAGGIO!

Un primo maggio alternativo, festeggiato stavolta con un pizzico in più di cognizione di causa: ora sono anch'io una del gruppo. Come disse qualcuno:
Il lavoro nobilita l'uomo
ed in effetti il pensiero di restare a casa con le mani in mano, senza scopo, mi sembra parecchio strano; non produrre nulla, non essere utile a niente (e credetemi non la sto vedendo nel senso capitalista dei termini), non muovere nulla, annienterebbe probabilmente tutto il mio spirito e l'entusiasmo che tento di mettere ogni giorno su quella scrivania e che provo a trasmettere tramite lo schermo del mio computer ai clienti con una mail, un messaggio o una telefonata.

Ebbene no, non sono stata al celeberrimo concertone del primo maggio romano a Piazza San Giovanni in Laterano, anzi mi sono voluta allontanare. Abbiamo optato per qualcosina di più alternativo....no, non è il pic-nic che è alternativo, mezza Italia avrà seguito le nostre orme in questo senso, anche se sicuramente nessuno aveva la marmellata di more della mia nonnina con cui mi è stato possibile farcire Il Rotolo di Adriana che abbiamo visto e ricettato da poco. Vi lascio due fotine giusto per farvi venire l'acquolina in bocca...




 




Dopo esserci rotolati sul morbido suolo di Villa Pamphili belli farciti di pasta fredda con mozzarella, pomodori e olive nere, torta salata alle patate, pizza bianca e salame, insalata ricca, rotolo alla marmellata, pasticcini ed un italianissimo caffè in thermos senza il quale non ci saremmo mai alzati da terra, abbiamo preso macchine e occhiali da sole e ci siamo diretti in un quartiere poco conosciuto di Roma (almeno per me, ed almeno fino a qualche giorno fa): Tor Marancia. 

A day in Rome in collaborazione con Invasioni Digitali ed il supporto dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e dell'associazione 999Contemporary, presentano il progetto Big City Life:

"Big City Life è il progetto di arte pubblica partecipata per la riqualificazione urbana, culturale e sociale di quelle zone grigie della città di Roma partendo dal quartiere storico di Tor Marancia, che ha preso il via l’8 gennaio scorso per concludersi già il 27 febbraio. 
[...]
Gli oltre cinquecento abitanti delle case popolari dello storico lotto 1 di Tor Marancia di proprietà ATER del Comune di Roma, incontrano venti artisti, convenuti a Roma da dieci diversi paesi per dipingere l’intero quartiere. L’opera realizzata da ogni artista é il risultato di questo incontro per un totale di venti dipinti murali monumentali, realizzati sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63." 
Fonte qui.
 
A day in Rome ha organizzato una passeggiata "guidata" alla scoperta di queste 20 opere realizzate dai 20 artisti internazionali sulle facciate dei palazzi del lotto 1 di Via Tor Marancia, e noi non potevamo che unirci alla folla di persone che si sono accalcate curiose sotto i vari e coloratissimi palazzi che per un momento ci hanno fatto uscire dalla realtà per entrare nel mondo dell'immaginazione. Io qui vi lascio uno scorcio di disegni, colori e profumi...e vivamente vi consiglio di farci un salto quando avete un'ora da perdere, per perdervi voi stessi nella bellezza di questa città.













giovedì 10 aprile 2014

Più affamata che mai!

E' tornata! La Ciliegina si è rimessa in moto. Dopo una parentesi di exchange di ricette con un blog per studenti (fallito miseramente perché semplicemente non mi diverte raccontare di come si fa a fare l'uovo all'occhio di bue perfetto) che ben o male mi occupava una ricetta per settimana, rieccomi in moto per il mio piccolo spazio di paradiso e di buon cibo. Lo ammetto non ho scusanti son stata lenta e pigra, ma adesso penso a recuperare tutti gli spadellamenti persi. 

La  mia missione è diventata: importare la cucina italiana in Francia, perché parliamone, questi cucinano proprio male! O meglio si vantano d'avere una buona cucina, buoni prodotti, ma in realtà non è un popolo che ama cucinare. Ho visto case con due misere placche a induzione vecchie e arruginite, o fornelli ricoperti di carta alluminio per evitare di dover sporcare e pulire ogni volta, ho visto cose che voi amanti della cucina non potete neanche immaginare. Ma per fortuna ora mi ospita una famiglia iper dotata di placche a induzione last generation e bizzarri condimenti (tipo latte di cocco, crema di mandorle, ecc.) e che soprattutto una volta a settimana mi fa sbizzarrire in cucina come non mai, mi danno proprio campo libero. 

Settimana scorsa mi son concessa una breve pausa italiana dove ho fatto grandi scorte: parmigiano, biscotti novellini, puntarelle, prosciutto crudo, pecorino, corallina e invine tre bei carciofoni cimaroli! Cosa ci abbiamo fatto? E mo v'o racconto!

Carciofi alla Giudia

Ingredienti: 
- 3 carciofi qualità Cimaroli
- 1l olio di semi di girasole
- sale
- vino bianco
- 1 limone

Preparazione:
Prendete i carciofoni e prima cosa da fare è guardare il gambo e LASCIARLO STARE LI' DOV'E'! Ho cioccato il padrone di casa mia a pulire i carciofi ed uno me l'ha mutilato, me lo son mangiato vivo!

Iniziare a staccare le foglie più alla base girando in tondo fino a vedere un centimetro di parte bianca; pulire la base del fiore e il gambo aiutandovi con un coltello o con un pela-patate. Tagliate un pochino del gambo giusto per toglierne la parte vecchia, e tagliate la punta del fiore di netto. Stiamo togliendo tutte le parti dure che anche in frittura restano noiose a masticare. Sbattere il fiore sul tavolo di lavoro così da facilitare l'apertura dei petali durante la frittura.

N.B.: I carciofi si ossidano facilmente quindi quando finite di pulirne uno e passate ad un altro, quello pulito lasciatelo riposare in una bacinella con acqua fredda e limone così che non si annerisca.

Immergere orizzontalmente in olio bollente, lasciar cuocere finché con i rebbi della forchetta non sentirete che il gambo è cotto, allora posizionate tutti i carciofi verticalmente e cuocete qualche altro minuto. 

Prelevate i carciofi e lasciateli scolare su carta assorbente. Cospargeteli di sale e bagnate i fiori con del vino bianco e re-immergete verticalmente in olio bollente. Lasciate cuocere ancora un po' facendo attenzione a non bruciarli. Prelevate un'altra volta e lasciate definitivamente scolare su nuova carta assorbente. 

Potete servire caldi o freddi.




La caratteristica dei carciofi alla giudia è proprio questa doppia frittura aiutata dallo shock termico del vino freddo, se non la fate, non è un carciofo alla giudia. E' più facile di quanto sembri, quindi godeteveli tutti ;)