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venerdì 17 gennaio 2014

Premesso che...

...Ciliegina è ancora attiva, non è morta per indigestione di formaggi francesi e non si è gettata dalla cima della Tour Eiffel, da oggi si ricomincia a scrivere, e soprattutto a cucinare!

Sì, sono ancora a Parigi, e sì, pare vi rimarrò per parecchi altri mesi (diciamo 5?). Dall'ultimo post la mia vita si è un po' trasformata: la casa in cui abitavo si è infine rivelata un vero e proprio manicomio...
Nella nostra squadra italiana è entrata a far parte un'altro valido elemento oltre a Francesco: Jennifer. Jenny è un miscuglio di regioni italiane ma per me rimarrà sempre una milanesaccia! Sta di fatto che assieme a lei in casa siamo passati in maggioranza rispetto agli invasori!

La padrona di casa si è rivelata infine una vecchia balorda affamata di soldi che ci costringeva a vivere in condizioni ridicole, e la mia compagna di stanza (la lettone) era un'altro strano ed inquietante elemento che contribuiva a dare un tocco dark alle mie giornate parigine. Per fortuna quando tornavi a casa tardi c'erano i tuoi due cavalieri dall'armatura d'oro che con una cena calda e due risate oscuravano tutto il bruttume di quella casa. 

Ma le cose belle la maggior parte finiscono, a volte magari per dar spazio a eventi ancora più positivi: Francesco è rimpatriato definitivamente il 6 dicembre e Jenny il 14. Finalmente è arrivato anche il mio turno: il 20 dicembre alle 17.50 il mio aereo RyanAir atterra a Ciampino, mio padre mi attende in macchina (non si capisce mai se felice o meno, sempre imperscrutabile) e alle 19 sono a casa. Corro a casa di nonna per darle un abbraccio, e alle 20 sono di nuovo a casa mia dove mi aspettava un rivoltante baccalà coi ceci (mamma se stai leggendo, mi spiace, ma di tutte le delizie con cui potevi accogliermi al mio rientro in patria proprio il baccalà coi ceci dovevi sceglié? Essù dai, che una pizza era mille volte meglio!). Alle 21 stavo costruendo il mio albero di Natale mentre con il babbo mi godevo l'ultima stagione di Dexter...e così le mie vacanze di Natale sono andate avanti...calme, ristoratrici, amorevoli, piene d'affetto, d'amici e di regalini sfiziosi. Il 6 gennaio assieme la befana mi son portata via tutte le feste e sono tornata al nord. 

Entrando col pullman a Parigi mi accoglie una brilluccicosa Tour Eiffel...sono a casa...l'altra mia casa. Premesso che...avevo fatto un costruttivo trasloco prima di tornare a Roma, e che mi son tolta dal manicomio, il 6 gennaio alle 23.30 sbarco con la metro 3 nel quartiere Levallois-Perret a 5 minuti dal Boulevard Peripherique di Parigi, cammino buoni 10 minuti e finalmente mi trovo davanti al portone della mia nuova dimora. Al momento la cuoca romana è ospitata nella enorme mansarda di una gentilissima famiglia francese: madre, padre, due figlie splendide, e due ancora più splendidi gattoni pelosi. Assieme a noi vive anche un'altra studentessa straniera che viene dalla Germania e che ogni tanto se mi vede online a bighellonare su faccialibro alle 1am mi invita a scendere dalla mia mansarda per andare a fare due chiacchiere e prendere una tisana insieme (come stasera...). Mentre lunedì, martedì e mercoledì cucina mamma Géraldine per tutta casa, il giovedì è la vostra Ciliegina favorita che cucina per tutti, e difatti penso che d'ora in poi il blog sarà popolato delle ricette del giovedì.

Oggi? Oggi gli ho proposto una variante pochissimo italiana della Parmigiana di Melanzane che tutti conosciamo ed amiamo (mi raccomando, mai fidarsi di quelle persone che dicono "No a me non piace la parmigiana di melanzane", sono brutte persone!):

La Parmigiana Parigina

Ingredienti (per 1 teglia da plum cake):
- 3 melanzane
- 1 barattolo di  polpa di pomodoro
- 1 uovo
- emmenthal grattugiato
- 1 spicchio d'aglio
- peperoncino in polvere
- basilico essiccato
- olio q.b.
- sale

Preparazione:
In primis mondate e affettate le melanzane che lascerete spurgare per mezzora in acqua e sale così da toglier loro l'amaro. Dall'altra parte in un piatto fondo sbattete con una forchetta l'uovo con un pizzico di sale.

In una casseruola rosolare aglio, olio e peperoncino, ed infine aggiungere la polpa di pomodoro; coprire e lasciar cuocere almeno un'oretta a fuoco bassissimo. A 5 min dalla fine cottura aggiungere il sale e il basilico essiccato (quanto ne preferite!).

Scolate ed asciugate alla perfezione le fette di melanzana, che andrete a grigliare su una grande padella/griglia rovente.

Una volta grigliate le melanzane, cominciate a disporne un primo strato sul fondo della teglia (che avrete già sporcato un po' con la salsa di pomodoro così da non far attaccare la preparazione sul fondo), ricoprite con qualche cucchiaiata d'uovo sbattuto (che spalmerete sulla superficie delle melanzane col dorso del cucchiaio), il formaggio grattugiato in abbondanza ed infine con altra salsa di pomodoro. Ripetete tutta la procedura fino ad esaurimento ingredienti.

Infornate 20 min in forno preriscaldato a 180°.



domenica 20 ottobre 2013

Napul'è...

Ormai siamo quasi giunti allo scoccare dei due mesi nella città dell'amore...la vita prosegue placida e calma: la padrona di casa ti chiede soldi in anticipo a tradimento, lo scaldabagno certi giorni è stanco e sciopera, il professore quello tanto simpatico e che parla un francese maccheronico mette online dispense in un inglese ancora più maccheronico, una volta a settimana esci di casa la mattina col buio per andare fuori Parigi per una lezione all'Ecole politecnique, ecc...
Poi giunge il sabato: il mio orologio biologico alle 8.30 am puntualmente mi sveglia e mi porta in cucina per un fumante caffè, poi torno in camera con un paio di biscotti e mentre la mia coinquilina lettone ronfa della grossa, mi poggio comoda sul letto, computer in grembo, cuffie all'orecchio e tartasso amici, facebook, blog, faccio la lista della spesa, finchè verso le 10 mi prende addirttura VOGLIA di studiare! (sarà l'aria di Parigi che fa bene al cervello?). Ed infine arriva la magica ora di pranzo...e la frittata di pasta di Francesco...

Chi è Francesco? Sappiate che i primi miei giorni Parigini non sono stati il massimo della felicità: tra un raffreddore fulminante, aggravato nel viaggio di 13h in treno da Roma-Termini a Paris-Gare de Lyon, l'ostello che aveva una fantastica doccia a getto (premi il bottone ed avrai acqua ad una temperatura non bene identificata), le faccede burocratiche erasmus da svolgere il prima possibile, e una frenetica ricerca di una casa in cui costruire il proprio nido, una perfetta conoscenza della lingua francese, diciamo (anzi confessiamo) che un piantino isterico ce lo siamo fatto...finchè tra varie peripezie su internet trovo questa camera a 500€/mese (affitto normalissimo a Parigi) che tra l'altro mi invita a chiamare per prendere appuntamento e vedere la casa. Chiamo...

"Oui?" 
"Bonjour! Je m'appelle Michela, nous avons parle sur Appartager"
...casino...telefono che sfrega contro superfici ignote...urletti soffocati, bisbigli, sussurri...finchè non parla una voce maschile:
"Se? Chi è?" 
"Ehm...Michela di Appartager..." 
"Ciao Michela sono Francesco, sono italiano sono un coinquilino di Georgette!" 
"SIA LODATO IL SIGNORE TEVOGGHIOBBBENEEEEEEEEEEEEEEE!"
Il sollievo di sentire quella voce italiana, con un accento del sud che mi ricorda i miei nonni di Ischia...che bello! Improvvisamente tutto sembrava andare improvvisamente a posto. Vado a vedere la casa e la padrona di casa mi accoglie con i suoi soliti strani modi che non mi metto qua a spiegarvi (magari le dedicherò proprio un post a parte!), e prendo accordi per trasferirmi definitivamente il giorno dopo! E così fu...
Arrivo con le valigie sotto casa (una CIFRA di valigie!) e la locataria mi fa scendere il fantomatico Francesco per darmi da mano. La prima cosa che ho pensato vedendolo è stata "ecco un orsacchiotto!" altro minimo 1,80, piazzato e soprattutto CUOCO!!!
*Eccallà* ho pensato *e dire che ero venuta qui col proposito di mettermi a dieta...* e col cavolo che mi ci so messa a dieta infatti! Da quando so arrivata ogni volta che ci troviamo in corridoio o giunge l'ora dei pasti, la classica domanda che ci rivolgiamo reciprocamente è: "Maaaaaa...che se mangiamo oggi?".
E tra i vari racconti/insulti/prese in giro davanti ai fornelli non ha mancato di raccontare della classica frittata di pasta che mammà a Napoli gli fa il sabato a pranzo da tradizione: il venerdì sera fa i maccaroni al sugo, li fa avanzare, ed il giorno dopo a pranzo ecco che diventa magicamente la frittata di maccaroni...e io col consenso di Francesco, vi spiego oggi come farla:
 

La Frittata di Spaghetti (alla boscaiola)
quella della mammà di Francesco


Ingredienti (per 4 persone):
- 400g spaghetti
- 2 uova
- pancetta affumicata a cubetti
- champignon q.b.
- parmigiano grattuggiato q.b.
- sale, pepe nero, peperoncino
- burro
Preparazione:
In abbondante acqua salata lessate gli spaghetti lasciandoli vagamente al dente. A parte in una ciotola sbattete vigorosamente le uova con un pizzico di sale, le spezie, ed infine il grana. In un padellino saltate e insaporite la pancetta assieme agli champignon ed ad un pizzico di pepe nero.
Nella pentola in cui avete lessato la pasta, amalgamate la pasta ormai cotta assieme alle uova ed alla pancetta, girate qualche minuto con una spatola, e versate in una padella ampia a bordi alti ed antiaderente su cui avrete già fatto abbronzare un po' di burro (facendo attenzione ad ungere anche i bordi della padella).
Cuocete a fiamma medio-alta il centro della frittata appiattendo la superficie con una spatola, e a poco a poco spostate la padella sulla fiamma così da cuocere uniformemente tutto il bordo della frittata (diciamo approssimativamente 5 min per punto cardinale).
Aiutandovi con un piatto girate la frittata (se non è ben colorita/dorata/imbrunita non giratela e continuate a cuocere lo stesso lato), e operate la stesso procedimento (centro, poi spostate la padella a nord, sud, est ed ovest) godendovi come dice Francesco "la crosticina che si forma sulla superficie della pasta, che quando la giri se ci fai caso il burro è ancora lì che bello bello sfrigola sullo spaghetto".
Servite BOLLENTE!!!


lunedì 12 agosto 2013

Semplicemente...

No, non mi sto riferendo alla canzone degli Zero Assoluto, ma alla bontà, alla succulentezza (passatemi il termine, e dai che fa caldo per tutti!), ed alla creatività che un piatto all'apparenza banale può nascondere sotto la veste (o meglio sotto il primo spaghetto). L'estate è dura per tutti: l'afa fa passare la fame, stanca, rende fiacchi davanti ai fornelli, e certi elementi come la pasta vengono surclassati da colorite insalate a causa del calore che emanano. Ma quando ti trovi in un piccolo e privato paradiso terrestre quale è Ischia, e ti vai a nascondere in un angolo ancora più paradisiaco qual è l'hotel La Scannella, e riesci a dimenticare il mondo e le ansie che ti circondano (gli esami, le bollette, le scadenze, i colleghi antipatici), un piatto di pasta dopo un ricco bagno di mare e sole te lo puoi anche concedere, no? 

La Scannella è un piccolo Hotel nascosto tra le fronde dei pini di Ischia: 25 camere, qualche posto macchina, e una settantina di gradini a strapiombo sul mare che portano al nirvana. Lettini limitati per concedere un po' di pace e riservatezza, sole a picco, piscine d'acqua marina e un'acqua cristallina che si stende verso l'orizzonte e là si confonde con l'azzurro del cielo.






Cosa più importante è il piccolo ristorantino a gestione famigliare che si trova ad una ventina di gradini in salita dalla spiaggia: un marito ed un figlio in cucina a sfaccendare e moglie e due figlie a servire ai tavoli. Un sottofondo di gemiti di godurioso piacere espressi dai pochi commensali, animate ed allegre conversazioni ai tavoli guarnite di accento napoletano, il tintinnio delle forchette nei piatti, il soffriggere del cibo nelle padelle. A tavola viene servita una capiente padella d'alluminio colma di pasta che non attende altro se non di essere gustata.




Proprio questa è la pasta che ho riproposto ai miei amici: semplice, estiva, succulenta...

Pasta Aglio, Olio, Peperoncino e Limone

Ingredienti (per 3 persone):
- 300g di spaghetti 
- olio e.v.o. q.b.
- 2 spicchi d'aglio
- peperoncino q.b.
- 1 limone non trattato

Preparazione:
In un padellino scaldate l'aglio, l'olio, il peperoncino e la buccia dell'intero limone fin quando l'aglio non soffrigge. Lasciar soffriggere per un breve tempo evitando che l'aglio si bruci e togliete dal fuoco.

A parte lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolate e buttate nuovamente la pasta nella pentola con qualche cucchiaiata di acqua di cottura. 

Mettete nuovamente su fiamma la pasta, aggiungete alla pasta l'intingolo di olio, aglio, peperoncino e buccia di limone e saltate. Aggiungete il succo di mezzo limone, saltate altre due minuti e togliete dal fuoco. Servite bella calda e profumata!



lunedì 22 aprile 2013

Un ingrediente in più!

I regali di compleanno tardivi sono spesso i migliori, le sorprese più grandi, gli episodi che più ti segnano, e difatti da dicembre che ho compiuto 23 anni, finalmente il 19 febbraio ho ricevuto uno dei più bei regali della mia vita: un biglietto per il concerto dei Sigur Ròs a Milano.

Un concerto così non l'ho mai visto, non ho mai SENTITO così tanto nel giro di due sole ore: un tripudio di suoni, luci, canti, emozioni catartiche...sono uscita dal Mediolanum Forum di Assago (un posto abbastanza osceno tra l'altro) ripulita da ogni inquietudine, libera e leggera come l'aria, piena di vita. Penso che al momento nello scenario musicale attuale gli unici che riescano a fare tale effetto siano davvero in pochi ed a mio modesto parere Jònsi ed il suo magico archetto strofinato sulle corde della sua chitarra elettrica sono i migliori, i più originali, i più vivi. 

Dopo questa elevatura spirituale (si può dire?) niente di meglio ci stava se non una birra ai navigli accompagnata da piadina e polpettine di ricotta immerse in un sugo rosso all'agliatella (più romano che milanese, ma buono davvero). Dove vi chiederete voi? Sui Navigli trovate tanti locali che rispondono ad ogni tipo di gusti ed esigenze: nel pre-concerto ci siamo concessi una birra da aperitivo al BQ, birreria che costeggia il Naviglio Grande dotata di vasta scelta e qualche appetizer gustoso; nel post-concerto invece i miei compagni mi hanno condotta, accompagnata da tante lusinghe, Al Coccio (sul Naviglio Pavese) anch'esso gran bel locale fornito di birre di alta qualità, dove ci siamo deliziati con altra fantastica birra e le già citate polpette. Finalmente alle 3am, il letto...

La mattina mi sono svegliata con indosso la maglietta del concerto ed il profumo di birra e sigarette dello stadio, al fianco dei miei due cari amici. Colazione a base di cornetti farciti di nutella (per chi mi segue su Instagram sicuramente avrà visto foto del concerto e dei postumi) e litrate di caffè, una doccia veloce, e poi in giro per Milano...

Milano...che città strana...costretta in una costante gabbia di grigio, con un forte odore di piccione, però al contempo avvolta da un'aura fascinosa dovuta alla presenza di quei piccoli angoli di passato, vagamente retrò che richiamano la città che era prima del 2000. Uno di questi posti particolari è La Vecchia Latteria Vegetariana, posta in un piccolo anfratto dietro alla Piazza del Duomo...un posto incantato, piccolo come pochi, dove aleggia profumo di verdura e di pane appena sfornato...un pranzo da re!



Alla fine del mio soggiorno, poche ore prima di raggiungere nuovamente la stazione di Milano Centrale per prendere il treno verso casa, davvero non me la sentivo di tornare senza un ricordo, senza un po' di gusto da prolungare nei giorni a venire...no davvero qualcosa ci voleva, e cos'è meglio di una bella fetta di formaggio? Quando l'ho visto sul banco della Macelleria Masseroni non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso...era bello, sensuale, profumato...un gran tocco di formaggio. Così avvolto, come cullato, da foglie di castagno, con la buccia marrone scuro e gli interni di un colore giallo pecorino...già ne sentivo il sapore in bocca, e così con me a casa è tornato anche un bel tocco di Testun (tipico pecorino lombardo misto capra stagionato in foglie di castagno per 2 anni).





Ma come sfruttarlo convenientemente (oltre che finirselo a morsi nel giro di 10 minuti)? Ebbene già nel viaggio di ritorno sul treno io pensavo a questa pasta, e la pregustavo con segreto affetto...

Fusilli Zucchine, Noci e Testun

Ingredienti (per 3 persone):
- 250g di fusilli
- 3 zucchine romanesche
- 100g noci pulite
- formaggio Testun a piacere
- olio, sale, pepe
- 1 scalogno
- prezzemolo tritato fresco

Preparazione:
In una padella larga saltate lo scalogno tagliato fino in un'abbondante cucchiaiata d'olio. Non appena soffrigge, buttate nella padella le zucchine mondate ed asciugate tagliate finemente a rondelle, salate e continuate a saltare fino alla cottura ultimata delle zucchine, momento in cui andrete ad aggiungere pepe, noci grossolanamente sbriciolate e un po' di testun anch'esso grossolanamente sbriciolato.

Nel frattempo lessate i fusilli in acqua salata bollente, scolateli quando mancheranno ancora un paio di minuti alla fine della cottura e versate nella padella delle zucchine con qualche goccio d'acqua di cottura.

Saltate due minuti, aggiustate di sale, e impiattate. Sul piatto da servire aggiungere: prezzemolo fresco, testun e noci sbriciolate a freddo.

Bòn apetit!!!







domenica 31 marzo 2013

Easter...

Della serie che ti ritrovi domenica sera verso le 19 che apri gli occhi dopo una dormita di circa 4 ore, esausta dopo il grande pranzo di Pasqua, ti alzi dal letto stropicciandoti svogliatamente gli occhi, dai uno sguardo fuori alla finestra, vedi buio e dici "tutto qui...due giorni di intensa cucina, gran sfaccendare, alacri pulizie, ed è già tutto finito". Sì, è finito, ma ne è valsa la pena, come sempre! Già solo per le foto, ne è valsa la pena! Per i complimenti del babbo che dice di aprire un ristorante ne è valsa la pena! Per lo sguardo goloso della nonna ne è valsa la pena! Per nonno che pur non capendoci nulla di ciò che gli accade attorno, continua a ripetere "Ma questo è proprio speciale, è proprio buono!", ed infine per mamma che si impegna sempre al massimo e con passione per darmi una mano nelle mie creazioni...anche se lo confesso, stavolta è stata una pessima assistente, ha sempre dormito!!! 
Ebbene per tutti questi motivi, siamo riusciti anche quest'anno a Ciliegina's house a creare una cosa dolce e buona che confortasse tutti e che ci facesse sentire ancora più affetto gli uni con gli altri! Qual è il menù di quest'anno? Eccovi questo potpourri di pietanze e dolcezze!!!





Menù

Antipasto
Semplice tagliere di Pizza al Formaggio umbra, Uova sode e Corallina romana

Primo
Tortelli agli Asparagi al Burro e Salvia

Secondo 
Carrè d'Agnello in crosta di Pistacchi ed Erbe
Carciofi gratèn al forno

Dessert
Mezze uova di Cioccolato Fondente ripiene di Bignè alla Panna



Detto ciò andiamo per ordine...l'antipasto pronto per essere arraffato è il seguente, non mi spreco in spiegazioni...





Tortelli agli Asparagi al Burro e Salvia

Ingredienti (per circa 45 tortelli):
per la pasta:
- 400g di farina 00
- 4 uova
- sale q.b.
per l'ambiosima (o ripieno):
- 500g di ricotta di pecora
- 1 mazzo di asparagi
- 1 uovo
- 1 spicchio d'aglio
- 50g burro
- noce moscata
- sale&pepe

Preparazione:
Come sempre mi dilungo fin troppo nel post "Il Tortello della Nonna" indi per cui per la preparazione e stesura della sfoglia mi riferisco assolutamente a quello. Tuttavia per ciò che riguarda il ripieno (o come lo chiama la mia nonnina, ambiosima), dovrete operare diversamente.

In primis lessate per un tempo abbondante (10 min dal fischio in pentola a pressione) gli asparagi. Fatto ciò tagliateli a tocchetti e saltateli in padella con burro, uno spicchio d'aglio, sale, pepe nero macinato fresco e noce moscata lasciandoli insaporire a sufficienza. Togliete l'aglio, e frullate gli asparagi con il loro succulento sughetto, ed infine amalgamateli assieme alla ricotta ed all'uovo.

Aggiustate di sale e con questo riempite la sfoglia dei tortelli. Lessateli in abbondante acqua salata per 3/4 min.







Carrè d'Agnello in crosta di Pistacchi ed Erbe

Ingredienti:
- 1 carrè d'agnello
- 300g di pistacchi tostati sgusciati
- salvia, timo e peperoncino tritati secchi
- sale grosso
- pepe nero macinato fresco
- olio e.v.o.

Preparazione:
Sì anche l'anno scorso ho fatto il carrè, e se volete curiosare eccovi il link del Carrè d'Agnello ripieno di Asparagi. Ma quest'anno l'ho fatto in maniera divesa.

In primis con un coltello affilato (mi raccomando fate attenzione) pulite il carrè eliminando la pellicina che lo ricopre. Massaggiate il carrè dolcemente con sale grosso e pepe macinato, e lasciatelo riposare. A parte tritate i pistacchi assieme alle erbe e cospargetevi un largo rettangolo di carta forno.

In una casseruola bella larga, rosolate il carrè in olio da ambo i lati così che si formi una crosta dorata; fatto ciò toglietelo dal fuoco e passate il carrè nel composto di pistacchi, ricoprendolo ovunque (aiutatevi con la carta forno). 

Trasferite il carrè con carta forno annessa in una teglia da forno ed infornate a 180° per 25 min. Al termine della cottura lasciate in forno spento ma ancora caldo il carrè per altri 10 min.

Tagliate seguendo il verso dell'osso e servite con qualche sfizioso contorno.






Ed ora arriviamo al piatto forte...il dessert. Due giorni di attente e faticose preparazioni, una vera rottura di scatole detto tra noi, ma quanto ne è valsa la pena!!! Vi premetto che ovviamente i bignè li ho fatti io, ma ne voglio parlare in un altro post dedicato solo a loro perchè come per ogni ricetta c'è sempre una storia dietro.


Mezze uova di Cioccolato Fondente ripiene di Bignè alla Panna

Ingredienti (per 5 persone):
- 15 bignè appena fatti
- 1 kg di cioccolato fondente
- 250 ml panna da montare
- 50g burro
attrezzi:
- stampo per mezze uova in silicone
- sac-à-poche

Preparazione:
Ahimè non sono dotata di attrezzature super intelligenti per il temperaggio del cioccolato e quindi mi sono dovuta arrangiare all'esperienza di vecchie amiche ed a video di mastri cioccolatieri come Luca Montersino; ho seguito in particolare questo video, che magari per alcune cose può essere illuminante, perciò prima di leggere quanto sotto vi consiglio di guardarlo.

Mettete a sciogliere a bagno maria tutto il cioccolato fondente ben tritato assieme al burro, levigandolo senza sosta con una leccapentole. Ogni tanto con il mignolo misurate amatorialmente la temperatura. Una volta sciolto il cioccolato, togliete la pentola dal fuoco (o meglio dalla pentola con l'acqua bollente) e cominciate a levigare il cioccolato con la leccapentole incessantemente (usate la leccapentola proprio come un pennello, arrivando sul fondo della pentola massaggiando e levigando il cioccolato) finchè con il mignolo non vi accorgerete che la temperatura del cioccolato si sarà abbassata parecchio. 

A questo punto rimettete in acqua bollente la pentola e riscaldate nuovamente (senza smettere di massaggiare il cioccolato con la leccapentole) ed una volta alzata la temperatura del cioccolato liquido, spegnete definitivamente il fuoco, togliete la pentola dall'acqua, e ri-abbassate un po' la temperatura del cioccolato con lo stesso metodo di prima. 

A questo punto mettete a cucchiaiate il cioccolato negli stampi a forma di mezze uova (io ho uno stampo in silicone della silikomart), cospargetelo fin sui bordi delle mezze uova ed infine rovesciate lo stampo lasciandolo sospeso su due appositi sostegni così da far scolare il cioccolato in eccesso. Mettete in frigo a freddare, ed una volta pronte tirate fuori gli stampi e raschiate via il cioccolato in eccesso. 

Fate una seconda passata di cioccolato fuso negli stampi, di nuovo in frigo a freddare e di nuovo raschiate il cioccolato in eccesso. Togliete le mezze uova di cioccolato dallo stampo e lasciate in frigo fino al momento dell'uso.

A questo punto farcite i bignè con una sac-à-poche con della panna ben montata, disponeteli sulle mezze uova, decorate con colate di cioccolata, ciuffetti di panna e zucchero a velo.




 





Ecco la pasqua della Ciliegina...e la vostra? Vi siete ripresi o magari siete ancora a tavola?

domenica 10 marzo 2013

E se la gente lo sa, e la gente lo sa che sai cucinare...

Cucinare ti tocca per tutta la vita e ti piace la sciar assaggiare...

Rielaborazione dei testi del grande maestro, per dire che se poco poco fai annusare un piatto di pasta caldo ad un amico quello manco il tempo d'avvicinasse che già te s'è ingoiato il piatto, la mano e al braccio tuo. Ed anche qui parafrasi romanesche di esperienze di vita vissute...

Ormai ho una schiera di aficionados che puntualmente si auto-invitano nella mia maison non appena pronuncio le due magiche paroline "casa-libera". Ultimamente il piatto più richiesto è la pizza: una pietanza atta alla condivisione, all'espressione d'amore e di affetto, al convivio leggero, perfetto compagno per frivole ed allegre conversazioni (o per meglio dire compagna perfetta di pettegolezzi). La birra è sempre utile ad esprimere ciò che fino ad allora è stato taciuto, l'amica che per ringraziarti dell'ospitalità si presenta con i supplì a coronare il pranzo, e tu che per finire le ciance assieme al caffè presenti un dolcino goloso...

La pizza ormai la sapete fare tutti, non voglio scuse, la ricetta come sempre la trovate qui e tra l'altro ho scoperto che tra il mio imbattibile mixer della Moulinex ed io, chi impasta meglio so io. Punto. Quindi armatevi di pazienza e d'amore e massaggiate il vostro impasto ;D

La preferita di questa compagnia d'amiche è la pizza ortolana...e come posso deludere le loro aspettative? Ortolana sia! 

Il supermercato è un luogo triste, fatto a ripiani, catalogato, troppo ordinato, non potrà mai competere con la splendida, ricca ed allegra imperfezione del mercato, tuttavia certe volte ti sorprende e sul banco dell'ortofrutta spuntano colorati ed allegri dei mini-peperonzi che ti urlano "ORTOLANA! ORTOLANA!"...MIEI!!!



Eccovi dunque la mia:

Pizza all'Ortolana

Ingredienti (per 1 teglia standard):
- 1 impasto per pizza pronto
- peperoni a volontà
- 2 cipolle
- 1 melanzana
- 2 zucchine
- 1 fiordilatte
- basilico fresco
- 1 scatola di pomodori pelati
- sale&pepe
- olio e.v.o.

Preparazione: 
L'impasto nella pizza, ribadisco, lo trovate qui con immagini ed elucubrazioni sulla sua bellezza, facilità e bontà.

Per ciò che concerne le verdure, cominciate col pulirle, mondarle ed asciugarle tutte. Tagliate a fettine sottili sia le melanzane (per largo) che le zucchine (per lungo) e griliatele su piastra.

Frullate i pelati assieme a sale, pepe nero macinato fresco ed olio. Perchè? Vi ricordo che è preferibile usare i pelati frullati piuttosto che la passata di pomodoro in quanto si ottiene una pizza meno umida, in quanto il sugo che ne otterrete sarà vagamente più denso.

Sulla pizza già stesa ed integliata disponete il sugo, su ci sopra adagerete le verdure grigliate, poi i peperoni freschi a fettine ed infine la cipolla fresca tagliata anch'essa a fettine. 

Fate a tocchetti il fiordilatte e strizzatelo così da far uscire tutto il latte in eccesso. Copriteci le verdure. Un pizzico di sale ed un filo d'olio a guarnire e poi in forno.

Forno AL MASSIMO della temperatura, per 14 min. La teglia va messa sul fondo del forno ed a metà cottura (quindi dopo 7 min) va girata così da far cuocere uniformemente ambedue i lati della pizza. Allo scadere del 14 min alzate la teglia il più in alto possibile e cuocete un altro minuto (questo permette alla pizza di asciugarsi per bene in superficie). Infine sfornare, decorate con basilico fresco a volontà.









Vi ho anche parlato di un dolce, o sbaglio? Shi ve ne ho parlato...a fine pasto ho preparato alle mie amiche una cioccolatuzza calda con marshmallows...

Cioccolata Calda e Marshmallows

Ingredienti (per 4 tazze piccole):
- 80 g cioccolata fondente
- 1/2 l di latte
- 100 g zucchero
- 50 g farina (o meglio fecola di patate)
- cannella in polvere
- marshmallows a volontà

Preparazione: 
Mettete a scaldare il latte in un pentolino antiaderente. Una volta che sta sfiorando il bollore, spegnete il fuoco ed aggiungete il cioccolato tritato, la cannella, la fecola setacciata e lo zucchero. Girate bene con una frusta evitando di fare grumi. Riaccendete il fuoco al minimo e girate fino al raggiungimento della densità desiderata. 
Versate nelle tazze e farcite di marshmallows!!!


martedì 25 dicembre 2012

Merry Tortelli!!!

E siamo infine giunti al fantomatico Natale...chi ci crede e chi non ci crede, chi gli attribuisce un significato religioso e chi no, chi vorrebbe approfittare semplicemente della festività per stravaccarsi sul divano a leggere o guardare film e chi invece sgobba in cucina più di quanto già non faccia tutti i giorni, chi asserisce che è assurdo aspettare Natale per "esser più buoni" oppure "stare assieme ai propri cari" e chi invece come me un po' se ne frega (concedetemi il francesismo) ed effettivamente approfitta di questo tempo per ringraziare amici e parenti dell'affetti e star in loro compagnia...

Confesso che amo cucinare per le persone che amo, vederli gustare (o nel nostro caso, divorare) le pietanze da me preparate con tanto ardore, sdraiarmi sulla sedia una volta che il piatto è vuoto e sorseggiare un bicchiere di vino dopo le fatiche, fare la valletta per lo scarto dei regali, strappare la carta e i vari involucri dei regali a me indirizzati e sorridere come una beota anche se non mi piacciono, insomma tutte cose che non fai di solito tutti i giorni...

Ciance a parte anche quest'anno ce la siamo cavata!!! La vigilia è andata e noi siamo ancora tutti vivi e le nostre pancione non sono ancora esplose...abbiamo cucinato, assaggiato, riso, lavato piatti, ancora risate ed infine condiviso con i nostri cari. A breve dovrò raggiungere casa di mia nonna per la seconda mandata di cibarie (oogi poverina tocca a lei...), ma prima eccovi la mia vigilia a base di pesciolini...

Menù

Antipasti:
Formaggi e mieli su tagliere
Dischetti di sfoglia con spuma di tonno, maionese e capperi
Uova sode con spuma di tonno, maionese e capperi
Taralli
Insalata di mare

Primo:
Tortelli di Ricotta e Salmone affumicato con salsa rosata

Secondo:
Salmone affumicato a fette

Dolce:
Coppe di Crema Diplomatica su letto di Panettone
Casetta di Pan di Zenzero


Tavola di Natale addobbata


Tavolata di antipasti


In particolare voglio raccontarvi del Tortello di Natale!!!

Tortelli Ricotta e Salmone

Ingredienti (per circa 80 tortelli):
per la sfoglia:
- 700 g farina
- 7 uova
- sale abbondante
per il ripieno:
- 700 g ricotta di pecora
- 250 g salmone affumicato
- 1 uovo
- noce moscata
per la salsa:
- 2 barattoli di pelati
- aglio
- olio
- peperoncino
- 3 cucchiai panna da cucina

Preparazione:
Per la preparazione della sfoglia rimando al link de "Il Tortello della Nonna" di qualche mese fa. In ogni caso ve lo ri-spiego volentieri brevemente.

Preparazione della pasta dei tortelli:
Sulla spianatoia (o sul tavolo della cucina) disponete la farina a vulcano ed andate a praticare un solco dentro il quale depositerete le uova ed il sale. Con le dita o con una forchetta sbattete le uova senza farle uscire dal solco di farina, e quando si saranno amalgamate incominciate ad unirvi gli estremi del vulcano di farina. Sul finire dell'impasto, coprite le uova con tutta la farina e impastate con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Lasciate riposare il panetto ben coperto sul tavolo per un'oretta.

Preparazione del ripieno (o ambiosima):
Tritate a dadini il salmone ed amalgamatelo con una forchetta assieme alla ricotta. Aggiustate di sale, aggiungete la noce moscata quanto basta ed infine versatevi anche l'uovo.

Preparazione dei tortelli:
Stendete la pasta dei tortelli quanto basta tentando di renderla tonda, e cominciate a versare cucchiai di ripieno a distanza l'uno dall'altro. Coprite da un lembo di pasta, separate con le mani i vari cucchiai di ripieno, e tagliate la fila di tortelli che avete creato.
Fatto ciò allargate la fina di tortelli e andate a definire la loro forma con i rebbi di una forchetta (i rebbi della forchetta hanno anche la funzionalità di decorare il tortello).
Infine tagliate i tortelli con un tagliapasta tondo e andate a disporli su di un panno di cotone dove li lascerete riposare qualche minuto scoperti. 
Lessate qualche minuto in acqua bollente salata.
Preparazione della Salsa:
Frullate i due barattoli di pelati e versateli in un padellino dove già stanno sfrigolando due spicchi d'aglio in olio caldo aromatizzato col peperoncino. Lasciate cuocere finchè la salsa non è più acidula ed aggiungete la panna. Amalgamate ancora qualche minuto su fuoco ed infine spegnete e di nuovo frullate col minipilmer.

Condite i tortelli.









A tutti voi cari lettori, auguro un felicissimo Natale, e non solo. Che sia ricco di golosità, manicaretti e dolcezze!!!
Con affettalo la vostra Ciliegina.

domenica 25 novembre 2012

Domenica Gnocchi!!!

Per puro caso la prima volta che ho fatto gli gnocchi da sola era proprio un giovedì, ma da noi lo gnocco è il protagonista del pranzo della Domenica! E' da quando sono una bambina che mi diverto a guardare nonna fare gli gnocchi e mi diletto nel creare forme buffe con quella pasta morbida e coccolosa, ma la differenza tra guardare e vedere è sostanziale. Così l'ultimo giorno di soggiorno nella nostra casuccia in Toscana sul finire dell'estate, appena prima di essere rilanciati nella frenetica vita cittadina di tutti i giorni, mi sono piantata al lato di mia nonna e le ho intimato "Ora tu fai gli gnocchi...ed io ti guardo ed imparo!". La settimana subito successiva è quindi stato il turno delle minacce rivolte ai miei genitori "No, non mi frega nulla se non volete mangiare! Io stasera vi faccio gli gnocchi e voi state zitti e mangiate, sennò mi scordo come si fanno!!!", e così un giovedì sera ho comprato due porcinetti carini, li ho saltati in padella con aglio, olio, e peperoncino, ci ho aggiunto prezzemolo a crudo, ed ho fatto questi benedetti gnocchi. Con questi ho concluso gli archetipi della pasta fatta in casa...

Gnocchi della Nonna

Ingredienti (per 4/5 persone):
per lo gnocco:
- 400 g farina 00
- 2 kg patate lesse
- sale q.b.
per il sugo ai funghi:
- 3/4 porcini puliti ed asciutti
- aglio
- olio e.v.o.
- peperoncino
- prezzemolo
- 1 bicchiere di vino bianco

Preparazione:
Sulla spianatoia fate una montagnola con la farina e praticate un buco al centro, dentro al quale andrete a schiacciare le patate ancora calde con lo schiacciapatate (mi raccomando le patate, che siano calde, altrimenti non vi si schiacciano bene). Cospargete di abbondante sale ed incominciate ad impastare con ambedue le mani, fino a creare un panetto compatto di pasta.




Nel frattempo preparate il sugo: in una bella padellona lasciate scaldare l'olio e.v.o. in cui andrete a soffriggere qualche minuto l'aglio intero, ed il peperoncino. Una volta che il soffritto è bello insaporito, versate i porcini (mondati, asciugati e tagliati a pezzi abbastanza piccoli). Saltate qualche minuto, poi abbassate la fiamma e lasciate che l'acqua dei funghi si asciughi. Una volta asciutta, rialzate la fiamma, aggiungete il bicchiere di vino e lasciate svaporare. Una volta asciugatosi anche quello, spegnete e lasciate riposare fino all'uso.

A mano a mano prendete delle piccole porzioni di impasto e cominciate a farle rotolare fino a creare dei fili spessi di pasta (per non dire dei "vermoni di pasta", che magari sembra brutto!); una volta terminato l'impasto e messi da parte tutti i filoncini, cominciate a tagliarli a tocchetti con un coltellino a lama piatta, e spostateli su un vassoio infarinato. 



 



Terminati gli gnocchi è necessario lessarli subito in acqua salata, scolarli in un vassoio e cospargere di sugo ai porcini e prezzemolo tritato fresco. Accompagnate con un bel bicchiere di vino bianco ;D





domenica 11 novembre 2012

Eurochocolate...per la liberazione delle endorfine!

"Cosa le regalo? Cosa le regalo? COSA LE REGALO?" 
Domande che ti tengono sveglia la notte, turbano i viaggi in autobus sovrastando la musica a tutto volume dell'iPod, movimentano le noiose giornate in università, provocano scatti d'ira immotivati con i colleghi (della serie "Ma che mi importa del risultato della dimostrazione, dimmi cosa le regalo???"). Quando infine la risposta giunge inaspettata in una inaspettatamente assolata giornata d'autunno:

C.: "Sai penso proprio che o ed il mio ragazzo ci concederemo una romantica giornata all'Eurochocolate uno di questi weekend..."

E lì...la calma.
Mi precipito nel laboratorio di calcolo del dipartimento, mi connetto al server, mi collego a facebook, e le scrivo il messaggio:
"Cara amica, io ti dono una giornata al'Eurochocolate, ti piace l'idea?"

Scatti perugini
La risposta è stata ancora più cara e dolce della proposta: ci siamo accordate per il giorno, abbiamo ritardato l'orario del treno di ritorno per prolungare quelle poche ore insieme, ed il 20 ottobre Ch. da Bologna ed io da Roma ci siamo riabbracciate dopo mesi davanti alla stazione di Perugia, come se non ci fossimo mai separate!!!

Ma ora parliamo di cose serie: non appena varcato l'ingresso per l'Eurochocolate (appena fuori dall'uscita del MiniMetrò) ci siamo trovate sommerse da odori e profumi di tutti i tipi: dal tartufo, al cioccolato a qualche formaggio stagionato, alle nocciole tostate...inevitabile è stato fermarsi a sognare di fronte ad ogni vetrina, ad ogni bancarella, ad ogni insignificante banchetto colorato e ricco di sapori...
Primo assaggio: una sbrisolona nocciole e crema di cioccolato...goduria allo stato puro. Ma le cose salutari son finite lì: abbiamo scroccato una scaglia di cioccolato fondente al peperoncino ad un banchetto con due paia di occhi da cerbiatte, non abbiamo resistito alla fontana di cioccolata che inondava uno strafritto waffle infilzato da uno stecchino, ci siamo concesse un paio di pezzi di pizza per ricordarci il sapore di pietanze salate, abbiamo sgraffignato gadgets cioccolatosi dagli stand più commerciali, e, per concludere la giornata, una cioccolata calda da Sandri lo storico bar di Perugia.

Assaggi di cioccolato
 
La separazione è stata dura, ma necessaria, con la promessa di rivederci prestissimo, e di una fettuccina fresca fatta in casa per pranzo in quel di Bologna.

Dall'Eurochocolate sono spuntate un mare di idee: da cose talmente semplici che ci si sente sciocche a non averle pensate da sole, a cose invece più elaborate ed originali, che denotano il genio di chi le crea. Una di quelle cose sciocche è stata proprio la pasta fresca al cacao: ero lì lì per acquistarla, quando mi son detta schernendomi "Ma che dici? Le tagliatelle al cacao te le puoi benissimo fare a casa da sola, senza spenderci una fortuna!". E così (per l'enorme felicità di mio padre -_____-) è stato...con la piena approvazione di mia nonna (la donna della pasta fresca per eccellenza) ecco a voi le succulente:

Tagliatelle al Cacao con Speck e Noci

Ingredienti (per 4 persone):
per le fettucce:
- 350 g farina 00
- 25 g cacao amaro in polvere
- 4 uova
- sale
per il condimento:
- 150 g speck
- 20 noci
- 2 cucchiai di ricotta di pecora
- 1 cucchiaio di latte
- olio e.v.o.
- sale
- pepe nero

Preparazione:
Sulla spianatoia setacciate assieme farina e cacao; praticate un buco al centro della montagna di farina, ed al suo interno sbattete (con mani o forchetta) le uova ed il sale. A mano a mano impastate fino a formare un impasto compatto.

Lasciate riposare l'impasto coperto da panni di cotone per più di un'ora, e poi cominciate a stendere. Infine lasciate seccare un po' la pasta per un'altra oretta e mezza e poi affettate le tagliatelle.

In una padella lasciate saltare in olio caldo lo speck tagliato a listarelle rendendolo croccante e saporito. Aggiungete noci, sale e pepe, ed infine la ricotta ammorbidita da qualche goccia di latte e mantecate qualche minuto.

Lessate e scolate le tagliatelle, versatele in un vassoio da portata e conditele con il sugo di noci e speck. Impiattate con un sorriso ;D