domenica 27 novembre 2011

E da italiana che si rispetti...'A PIZZA!!!


Ci sono state controversie circa il risultato di questa pizza: c'è chi dice che era ottima, chi che la pasta era troppo cotta, chi che il pomodoro era eccessivo ecc...

Io dico che la pizza deve affogare nel pomodoro, lo confesso sono un'amante di sughi, salse e creme, perciò se venite a cena da me dovete adattarvi, chiaro? :D
No scherzo, diciamo che la prima volta che l'ho provata mi sono limitata; la seconda invece quando l'ho fatta ai miei genitori ho un po' esagerato, dimenticandomi sventuratamente che mio padre non ama il sapore, l'odore, il colore dei pomodori...me tapina!!!
Ecco quindi:

Pizza

Ingredienti:
- 500 g farina bianca
- 25 g lievito di birra fresco
- acqua
- 1 cucchiaio d'olio e.v.o.
- altra farina per la spianatoia
- sale
- salsa di pomodoro
- basilico
- mozzarella (fior di latte)

facoltativi:
- melanzane
- peperoni
- zucchine
- origano

Preparazione:

fase 1: Preparazione dell'impasto:
Come prima cosa sciogliete il lievito di birra con un bicchiere d'acqua tiepida in una ciotolina, aggiungete un paio di cucchiai di  farina e mescolate fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea. Lasciate lievitare coperta da uno strofinaccio per mezz'ora.

fase 2: Lievitazione
Raccogliete la restante farina a vulcano sulla spianatoia, unitevi la pastella, 2 dl d'acqua, l'olio ed un pizzico di sale. Impastare tutti gli ingredienti e lavorare energicamente per una decina di minuti finchè non si appiccichi più alle dita. Fate una palla e lasciate riposare in una ciotola un poco unta coperta da uno strofinaccio dopo aver applicato un taglio a croce sulla pasta. Lasciate lievitare per 2 ore in luogo tiepido.

fase 3: Stendere la pasta
Riprendere la pasta, lavorarla nuovamente una decina di minuti per riattivare il lievito, appiattirla col palmo della mano ed allargarla con le dita fino a ottenere un disco di pasta (spessore circa 1/2 cm).

fase 4: Condire la pizza
Adesso la pizza va condita: mentre attendete che la pasta lieviti, preparate un po' di salsa di pomodoro sbattendola con un po' di sale, olio, basilico e qualche spicchio d'aglio, sbattete con una forchetta e lasciate riposare.
Una volta stesa, spargete la salsa sulla pasta ed aggiungete dei tocchetti di mozzarella, pepate e aggiungete altre foglie di basilico.

fase 5: Cottura
Spostate la pizza su una teglia coperta da carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 220° per 15 min.

Sfornate e DIVORATEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!


 

Piccola variante: potete aggiungere delle verdure grigliate  sulla pizza prima di mettere la mozzarella. Variante davvero gustosa e verdurosa...da accompagnare con una birra gelida!!!

sabato 12 novembre 2011

BIIIIIIIIS!!!


Non mi era mai capitato di ricevere, a distanza di due breverrime settimana, una richiesta affamata per la stessa identica torta. Ho fatto questo Cake Cioccolato e Rosmarino quattro volte in due settimane...e ancora me lo chiedono. Ma io sono cattiva, mi rifiuto di farlo in quanto odio ripetermi in cucina, e voglio sempre sperimentare cose nuove (muahahahahahahahah quanto sono cattiva ><). Tutto cominciò in ufficio un giorno che mi son portata dietro il numero di Ottobre di Sale & Pepe; sfoglindolo assieme alle colleghe siamo state immantinente attratte dal questa ricetta: così rustica e terrigna, così profumata e gustosa...l'ho provata il weekend subito seguente. Ne ho fatta una per l'università ed una per l'uffico e...nemmeno il tempo di farla assaggiare che mi hanno subito chiesto un accorato BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIS!!!
Eccola qui:

Cake Cioccolato & Rosmarino

Ingredienti:
- 200 g farina 00
- 80 g farina integrale
- 150 g cioccolato fondante
- 120 g zucchero di canna (preferibilmente mascobado)
- 2 cucchiaini di lievito per dolci
- 180 ml latte p.s.
- 3 uova
- 200 ml olio e.v.o.
- 2 cucchiai di aghi di rosmarino puliti
- sale

Preparazione:
Per prima cosa, facciamo un caldo e profumato olio al rosmarino: in un pentolino scaldate l'olio a fiamma bassa con dentro gli aghi di rosmarino per circa 3 min. Lasciate coperto a raffreddarsi una volta spento il fuoco.

In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti secchi: le due farine, il sale, il lievito, e lo zucchero. In un'altra ciotola, preparate un'emulsione con l'olio ormai freddo, il latte, e le uova; andate a mescolare i liquidi con una frusta per amalgamarli, ed infine andateli ad aggiungere agli ingredienti secchi. Mescolate bene con una cucchiaia di legno ed aggiungete il cioccolato tritato molto grossolanamente.


Infine versate in una tortiera (da circa 24 cm di diametro) precedentemente imburrata ed infarinata ed infornate a 180° per circa 45 min. Prova dello stecchino eeeeeeeeeeeeeee...GNAMMMM!!!


domenica 23 ottobre 2011

Passeggiata Eugubina




Intanto perdonate la solita mia personale eclissi dalla blogosfera ma stavolta ho un'ottima scusante: ebbene ero in Cina e precisamente ad Hong Kong. Motivazione? Ho accompagnato mio padre per un viaggio di lavoro...un 'esperienza davvero unica ma ahimè davvero povera di risvolti gastronomici (per quanto i miei sforzi volti alla ricerca di pietanze locali ci siano stati anche se vani).

Come promesso, vi voglio raccontare di quella serata all'insegna della degustazione del buon vino e del buon cibo, che il comune di Gubbio ha organizzato per la sua amata città. Una passeggiata notturna, tra le silenziose ed ariose stradelle scoscese della città bianca...serata sbagliata per mettere i tacchi infatti, perchè tra vino e salite si può dire che ho dato spettacolo...


Essendo arrivati con largo anticipo al botteghino per acquistare i biglietti per la manifestazione, ci è stato offerta la possibilità di partecipare ad una degustazione guidata dall'AIS (Associazione Italiana Sommelier) distaccamento umbro, in cui due delegatici hanno accompagnato per mano tra le vigne della Franciacorta assaggiando tre tipi di spumante della linea Berlucchi quali un Pas Dosè, un Brut ed un Rosè.


Una volta rimessi in moto, e già barcollanti perchè avevamo buttato giù tre flut di spumante senza niente nello stomachino, ci siamo inoltrati verso uno dei tre percorsi enologici proposti: scegliemmo il percorso verde il quale proponeva una cena leggera ed una degustazione di 7 vini diversi a bartire dallo spumante, andando verso i bianchi, adagiandosi su un paio di rossi ed infine...l'ultimo ve lo lascio a sorpresa.

Rientrati nel primo ristorante, ci troviamo dentro un antico frantoio, con torchio annesso che troneggiava davanti allae tavole imbandite, dove al nostro arrivo vien subito servito un altro Franciacorta Brut della casa Antica Fratta, accompagnato da una deliziosa bruscetta sbriciolata di pane, pomodorini, cipolla tropea, sedano e carotine con a fianco una leggerissima, ma indelebile al gusto, fettina di prosciutto crudo. Una volta derminata la degustazione ecco che ci propongono un altro vino: un bianco di toscana IGT droppello della casa Marchese Incisa/Fertuna, ed una volta mandato giù anche questo, ci siamo inerpicati per la prima salita di Gubbio.

Le scarpe già mi stavano addentando i piedi, ma avevamo ancora tanto da assaggiare, indi per cui mi son fatta forza ed ho proseguito imperterrita fino al ristorante La Locanda del Duca, dove assieme a degli stuzzichini abbiamo degustato il terzo vino del percorso: un Arneis delle langhe DOC della casa Ceretto, un bianco davvero apprezzabile.

Ed ecco giunti finalmente al primo piatto: con entrata riservata a noi partecipanti delle EuguVino (così era chiamata l'iniziativa), ci fanno sedere all'interno della Taverna del Lupo, dove assieme ad un Vermentino di Sardegna DOC della casa Argiolas davvero ottimo, ci servono un piatto di rigatoni con ricciola e pomodoretto fresco: così leggero e delicato che si sposava ad hoc al Vermentino (vino che già da sola avevo avuto il piacere di incontrare non di rado nella mia stessa cucina).


Una volta usciti dalla Taverna, senza essere stati mangiati dal lupo, anzi casomai era accaduto il contrario, ci appropinquiamo verso una delle porte d'ingresso della città di Gubbio e per la precisione al Ristorante dei Consoli per assaporare il primo bicchiere di rosso(un Umbria IGT calor vita del Castello di Solfagnano), assieme ad un sottile carpaccio di roastbeaf accompagnato da un rustico grissino e croccanti fettine di cetriolino. Unica pecca è che muniti di piatto, forchette, bicchiere, pane, ecc. ci hanno fatto sedere sui gradini senza fornirci un tavolo/sedia d'appoggio...l'ho trovato un gesto molto scortese, anche perchè almeno invece di servire del piatto si poteva servire un secondo tipo finger food e facilitarci un po' la vita, ma pazienza...ce l'abbiamo fatta ;D


Eccoci ancora in cammino verso la prossima meta: stanchi, strascicanti i piedi, barcollanti, ma non a causa dell'effettiva stanchezza bensì a causa degli effluvi dei fumi dell'alcool, ci approcciamo alla sosta forse più piacevole tra tutte: il Bar l'Eugubino, dove ci accoglie una simpaticissima Sommelierche ci serve tutta contenta un più potente rosso Toscana IGT Le Cupole della Tenuta di Trinoro. Un rosso davvero ma davvero buono, e poi da buona Toscana riesco a riconoscere i sapori di casa, accompagnato da un ancor più buono pecorino stagionato...cos'altro desiderare?
Eccoci infine...il dolce. Il tanto atteso Recioto di Valpolicella DOC La Roggia di Speri, abbinato a delle dolcissime crostatine dense di mousse al cioccolato con adagiate sulla cima due gustose e succosissime amarene, pronte ad entrare nell'affamata bocca del commensale accompagnato da una goccia di potentissimo Recioto, l'unico vino per il quale ho PRETESO due bicchieri.


Ed eccoci al calar della notte...all'una ci avviciniamo alla piazza Oderisi, dove l'alcool-test offerto gratuitamente dal comune di Gubbio diventa quasi un gioco, anche fomentato dagli stranamente adorabili vigili urbani: sono risultata positiva all'alcool-test con un poco grave in effetti 0.6 (limite consentito 0.5), ma grazie al cielo quella seraguidava Papozzo, quindi diretti verso la nostra casetta ci lasciamo andare tra le braccia di Morfeo  stanchi ma soddisfatti...e con la pancia piena.









martedì 27 settembre 2011

Clafoutis...una nuova scoperta

- Accidenti, da quanto tempo non ci vediamo!!! Come va? Lo studio?
- Lo studio...lo studio, dio mio che tragedia...lasciamo stare parliamo di faccende più amene: che ne dici di un caffettolino nel pomeriggio così ci aggiorniamo sulle ciance generiche?
- No no no non si può fare. devo fare quella faccenda poco amena...pranzo?
- Ma sì va, tanto dovremo nutrirci anche noi di tanto in tanto, ed io ho casa libera quindi sei la benvenuta.
- No se vengo a casa tua è finita, ti metti a cucinare un pranzo di nozze, pure due e poi non studi più...
- Ma ti pare? Dai ti faccio due cavolate soft così ci ditraiamo un'oretta e via.
- Va bene, ok. Alle 12.30 da te!!!

E così nasce il mio:

Clafotis di Ciliegie

Ingredienti:
- 600 g ciliegie denocciolate
- 4 uova
- 200 g zucchero di canna
- 120 g farina 00
- 300 ml latte p.s.
- burro per ungere la teglia
- 1 pizzico di sale

Preparazione:
Dopo avere denocciolato quelle stramaledette ciliegie (scusate ma è l'unico appellativo che mi viene dopo aver passato mezz'ora ad inzaccherarmi di succo rosso per tentare di denocciolarle con un coltello da cucina), fatele macerare con 40 g di zucchero di canna in una ciotola per una mezz'ora in frigo.

Imburrate ed inzuccherate (usate un po' dello zucchero di canna) una teglia di circa 30x20 cm e versate la frutta sul fondo. A parte il un'altra ciotola, sbattete le uova con il restante zucchero, setacciatevi la farina, aggiungete il pizzico di sale, ed infine il latte a filo. Mescolate bene.

Versate il composto, che tra l'altro sarà molto liquido quindi non vi spaventate, sopra le ciliegie nella teglia ed infornate in forno preriscaldato a 210° per 30/35 min.
Sfornate e lasciate raffreddare.


  

La ricetta l'ho presto da uno dei libretti di Sale&Pepe Collection intitolato "Delizie alla Frutta", il quale ripropone il clafoutis in varie vesti: frutti di bosco, albicocche, duroni, ecc...quindi date sfogo alla vostra creatività ;D

domenica 18 settembre 2011

100 post, 100 racconti


Ed alla fine, dopo un lungo anno e mezzo, eccoci al 100° post...100 paginette su cui ho ritagliato brevi e dolcissimi attimi di vita, in cui i problemi scompaiono, in cui ci si riunisce ad una tradizione millenaria, in cui ci si estrania da se stessi e ci si fonde con l'intero universo...in cucina ci siamo solo io, la farina, le uova e lo zucchero: non preoccupazioni, non multe, non bollette, non università o lavoro...io la farina le uova e lo zucchero. Devo dire che non sono mai riuscita a tenere costantemente un diario (o un "giornale" come mi piace chiamarlo, imitando le giovani inglesi dell'800), ne ho iniziati tanti e rileggendoli non posso non arrossire rileggendo le sciocchezze che scrivevo allor: come mi piaceva Daniele, lo guardavo dall'altra parte dell'aula sistemarsi gli occhiali mentre sonnecchiava durante le lezioni; quanto mi aveva fatto indiavolare mia madre quel giorno, e solo perchè mi ero dimenticata di svuotare la lavatrice (ovviamente perchè stavo pensando a Daniele); e poi più cresciuta le prime vere delusioni dalla vita, gli amici persi, quelli ritrovati, quelli dimenticati...
Ma questo breviario di vita è diverso, perchè per la prima volta ho trovato un hobby che riesco a coltivare da più di un anno (cosa estranea alla mia indole poco costante ed eccitata dalle nuove esperienze, dalle novità), e riuscirne a raccontare con tanta semplicità e benevolenza è un gran traguardo. Due anni per iniziare a provare a cucinare, un anno per fargli prendere del tutto il sopravvento ed un anno per farne la mia attività più proficua.

Perciò voglio festeggiare questo 100° post con una torta fatta quest'estate: un po' fuori stagione perchè ormai le ciliegie son scomparse e le pesche tabacchiere son state surclassate dalle percoche o giallone (anch'esse sulla via della sparizione...l'autunno s'avvicina). Chiedo dunque venia per il ritardo, d'ora in poi tenterò di postare le ricette secondo la stagione giusta; è aomunque un'idea per l'anno prossimo.

Torta di Ciliegie e Pesche Tabacchiere con Crumble alla Cannella

Ingredienti:
- 175 g farina
- 175 g zucchero (se preferite: metà semolato, metà di canna)
- 175 g burro
- 3 uova
- 2 cucchiaini di estratto di vaniglia (o vanillina)
- 200 g ciliegie denocciolate
- 4/5 pesche tabacchiere
- 1 cucchiaino di lievito per dolci 
per il crumble:
- 2 cucchiai di farina
- 25 g burro
- 2 cucchiai di zucchero di canna
- 2 cucchiaini di cannella

Preparazione:
Innanzitutto preparariamo il crumble: con la punta delle dita intidere o sbriciolare il burro morbido con la farina, lo zucchero e la cannella in una bacinella fino a formare un impasto grumoso che andremo a coprire con la pellicola ed a conservare in frigo per una mezzora.
Lavate le pesche e tagliatele a fette; lavate e denocciolate le ciliegie. A parte sbattete le uova con lo zucchero, ed una volta formato un'impasto denso e spumoso, aggiungete la farina e il lievito, l’estratto di vaniglia e il burro morbido a tocchetti, ed amalgamate bene. 

Infine aggiungete metà della frutta, mescolate e versate in una teglia rivestita con carta da forno di 21 o 23 cm di diametro. Distribuite sulla superficie ciò che rimane della frutta e completate ricoprendola con il crumble. 

Infornate a 180° per circa 50 minuti. Ottima servita sia tiepida che fredda, magari con una pallina di gelato alla vaniglia a fianco.
 


 


Devo ammettere: l'idea l'ho presa dalla cara Sigrid, ormai celeberrima blogger del "Il Cavoletto di Bruxelles". La torta è fondamentalmente la stessa, ma le ha prediletto le albicocche al posto delle pesche, perciò se volete dargli un'occhiata eccovi il link.