mercoledì 6 maggio 2015

Primo magno...mango...MAGGIO!

Un primo maggio alternativo, festeggiato stavolta con un pizzico in più di cognizione di causa: ora sono anch'io una del gruppo. Come disse qualcuno:
Il lavoro nobilita l'uomo
ed in effetti il pensiero di restare a casa con le mani in mano, senza scopo, mi sembra parecchio strano; non produrre nulla, non essere utile a niente (e credetemi non la sto vedendo nel senso capitalista dei termini), non muovere nulla, annienterebbe probabilmente tutto il mio spirito e l'entusiasmo che tento di mettere ogni giorno su quella scrivania e che provo a trasmettere tramite lo schermo del mio computer ai clienti con una mail, un messaggio o una telefonata.

Ebbene no, non sono stata al celeberrimo concertone del primo maggio romano a Piazza San Giovanni in Laterano, anzi mi sono voluta allontanare. Abbiamo optato per qualcosina di più alternativo....no, non è il pic-nic che è alternativo, mezza Italia avrà seguito le nostre orme in questo senso, anche se sicuramente nessuno aveva la marmellata di more della mia nonnina con cui mi è stato possibile farcire Il Rotolo di Adriana che abbiamo visto e ricettato da poco. Vi lascio due fotine giusto per farvi venire l'acquolina in bocca...




 




Dopo esserci rotolati sul morbido suolo di Villa Pamphili belli farciti di pasta fredda con mozzarella, pomodori e olive nere, torta salata alle patate, pizza bianca e salame, insalata ricca, rotolo alla marmellata, pasticcini ed un italianissimo caffè in thermos senza il quale non ci saremmo mai alzati da terra, abbiamo preso macchine e occhiali da sole e ci siamo diretti in un quartiere poco conosciuto di Roma (almeno per me, ed almeno fino a qualche giorno fa): Tor Marancia. 

A day in Rome in collaborazione con Invasioni Digitali ed il supporto dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e dell'associazione 999Contemporary, presentano il progetto Big City Life:

"Big City Life è il progetto di arte pubblica partecipata per la riqualificazione urbana, culturale e sociale di quelle zone grigie della città di Roma partendo dal quartiere storico di Tor Marancia, che ha preso il via l’8 gennaio scorso per concludersi già il 27 febbraio. 
[...]
Gli oltre cinquecento abitanti delle case popolari dello storico lotto 1 di Tor Marancia di proprietà ATER del Comune di Roma, incontrano venti artisti, convenuti a Roma da dieci diversi paesi per dipingere l’intero quartiere. L’opera realizzata da ogni artista é il risultato di questo incontro per un totale di venti dipinti murali monumentali, realizzati sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63." 
Fonte qui.
 
A day in Rome ha organizzato una passeggiata "guidata" alla scoperta di queste 20 opere realizzate dai 20 artisti internazionali sulle facciate dei palazzi del lotto 1 di Via Tor Marancia, e noi non potevamo che unirci alla folla di persone che si sono accalcate curiose sotto i vari e coloratissimi palazzi che per un momento ci hanno fatto uscire dalla realtà per entrare nel mondo dell'immaginazione. Io qui vi lascio uno scorcio di disegni, colori e profumi...e vivamente vi consiglio di farci un salto quando avete un'ora da perdere, per perdervi voi stessi nella bellezza di questa città.













sabato 11 aprile 2015

"Partiteeee???"

"Partite? Davvero partite? No fermi tutti, fatemi capire bene...STATE FUORI PER TUUUUUUUTTO IL WEEKEND??? ALLORA FESTAAAAAAAA!!!"

Questa è stata la mia compita reazione alla notizia che questo weekend i miei genitori sarebbero stati fuori casa...sono una persona che si accontenta di poco. La mia agenda adesso comprende: pranzo di sabato con Chiara, Claudia ed Elia a base di spaghetti aglio, olio, peperoncino e limone d'amalfi, insalatona e torta al cioccolato e pere; cena di sabato con Isabelle, Giulia, Adriana e Sara a base di pizza alle zucchine, pizza margherita, insalatona, frittata e...di nuovo torta al cioccolato e pere! Perché due volte la stessa torta starete chiedendo? Bè per due ottime motivazioni: 

1. È buonissima...ma buona tipo che dopo viene il diabete, buona che tipo non riesci a smettere di mangiarla, buona tipo che di cioccolato ce ne è così tanto che non ne sentirai bisogno per almeno 2 mesi (non è vero, che baggianata, al bisogno di cioccolata non v'è mai fine!);

2. Non avevo molti ingredienti in casa: per una che come me non ha MAI latte, MAI un bricchetto di panna, MAI un numero superiore a 3 uova nel proprio frigo, questo è il dolce PERFETTO! Poche cose, di qualità e soprattutto gustose! E soprattutto è una maniera poco cicciona di far fuori i residui delle uova di cioccolato della Pasqua ;)


TORTA PERE E CIOCCOLATO
per chi ha poche cose nel frigo...

Ingredienti:
- 130g zucchero di canna
- 3 uova
- 200g farina 00
- 250g cioccolato fondente
- 1 pera abate
- 1 bustina di lievito vanigliato

Preparazione:
Nel mixer cominciate a sbattere uova e zucchero prima molto lentamente, e man mano aumentando la velocità finché il composto non raddoppierà il volume.

A piccole dosi aggiungete la farina ed il lievito precedentemente setacciati continuando ad amalgamare il composto.

Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria e lasciatelo freddare lievemente (se lo versate bollente nel composto cuocerà le uova formando grumi...non vorrete mica una frittata, no?) e poi versatelo a filo nell'impasto continuando ad amalgamare.

Raggiunta la giusta consistenza versare in una tortiera imburrata ed infarinata (io personalmente ho scelto una teglia da plum cake che ho cosparso d'olio di semi d'arachide e farina 00), ed infornate per 40 min a 170°. Fate SEMPRE la prova dello stecchino, dei forni non ci si può mai fidare ;)










 





Perfetto per una cenetta od un pranzetto tra amiche, con tanto di chiacchiere, narghilè e pettegolezzi. Perfetto per un weekend in cui la casa è tuuuuuuuutta tua...perfetto per farsi le coccole.
E come sempre, bon appetit!

lunedì 6 aprile 2015

Un anno, una nuova vita...


È passato ormai un anno dall'ultima volta che ci siamo scritti...un anno...365 giorni. Ma quante cose possono cambiare in 365 giorni? Quanti passi abbiamo percorso, quanti kilometri, quante persone abbiamo incontrato, quante pagine abbiamo letto, quanti dessert abbiamo avuto il piacere di gustare (io tanti, modestamente :) ). 

Per una volta posso dire che in un anno la vita cambia tanto, radicalmente. L'anno scorso, ed esattamente la Pasqua scorsa, ero da sola nella mia casa Parigina ospitata da una famiglia fantastica a fare un ricco piatto di fettuccine al sugo: mi sentivo un po' sola, un po' abbandonata, ma fondamentalmente felice dell'esperienza che stavo vivendo. 

Da quel dì di cose ne sono capitate: sono rientrata a Roma, rincasata dai miei genitori, ho ritrovato gli affetti che avevo lasciato qui, ho terminato i miei studi e mi sono laureata e con un dolce abbraccio ho salutato la mia amica Matematica, ed ora lavoro (principalmente per me stessa) in un campo del tutto diverso. 

Lavorare in un ufficio a contatto con persone molto più grandi, sbrigando rogne che fino al giorno prima nemmeno immaginavi, e avendo a che fare con gente anche molto particolare, fa il suo effetto...non è una cosa semplice debbo dire. L'università è una piccola isola felice, una società in miniatura che ha i suoi alti e bassi, ma ben più gestibile; un'impresa è simile...con diecimila preoccupazioni in più però! Ebbene sono 6 mesi che sono entrata in questa nuova realtà e ancora ci debbo fare l'abitudine. Certo che la vita è piena di sorprese, di novità e di esperienze da scoprire...

Ebbene tornando a noi rispetto alla Pasqua scorsa stavolta avevo molta più gente intorno, mi son sentita molto più a casa e soprattutto ho avuto l'occasione di provare questa piccola prelibatezza...

Uova di Cioccolato ripiene di Tiramisù all'arancia

Ingredienti:
- 5 uova di cioccolato fondente (di piccola taglia)
- 3 savoiardi
- 3 tuorli d'uovo
- 300g mascarpone
- 120g zucchero
- 1 arancia non trattata
- brandy

Preparazione:
In una ciotola sbattete di buona lena i tuorli d'uovo con lo zucchero fino a raddoppiare il loro volume. Aggiungere la buccia grattata di un'arancia non trattata. Cucchiaio per cucchiaio aggiungete il mascarpone a piccole dosi sbattendo e rendendo la crema omogenea. Lasciate riposare in frigo per minimo mezz'ora.

Munitevi di un coltello a lama piatta. Scaldate la lama sul fuoco e incidete le uova di cioccolato così da privarle tutte del cappuccio. 

Spremete mezza arancia ed aggiungetevi 1/2 bicchierino di brandy ed intingete i savoiardi nel succo d'arancia. In fondo ad ogni uovo di cioccolato distribuite un cucchiaio di crema e mezzo savoiardo bagnato, coprite con la crema fino a riempire l'uovo. 

Personalmente consiglio di decorare l'uovo con la scorza d'arancia candita e scaglie di cioccolato ricavate dau cappucci precedentemente tagliati (se siete riusciti a non divorarli, ovviamente!).












Ecco qui la mia Pasqua dunque, semplice ma sempre ricca di colore, in particolare ricca di pastiere...quelle con la ricetta della mia nonna ischitana La ricetta la potete trovare qui (e giuro che ne vale la pena). Vi lascio con una tavola imbandita delle pastiere di Nonna Giannina. Buona Pasqua a tutti voi e come sempre bon appetit!

 



domenica 27 aprile 2014

Il rotolo di Adriana

E' la prima volta che mi ritrovo per Pasqua da sola...completamente sola: i miei genitori son rimasti in Italia assieme a famiglia e co., tutti i miei amichetti Erasmus fanno i mammoni e son tornati in patria, gli amichetti francesi stanno in famiglia, ed io mi ritrovo qui in casa, con una montagna di pulizie da fare (è giunto il mio turno), e la solita influenza di passaggio dovuta ai repentini cambi d'umore delle nuvole che veloci attraversano Parigi. La prima cosa che notai in settembre arrivando a Parigi fu la velocità con cui si spostano le nuvole: una cosa impressionante, viaggiano veloci, a volte ti graziano altre ti battezzano con qualche veloce e violenta lacrima, il vento è sempre presente, SEMPRE!
Anyway si prospettava una delle solite mie domeniche parigine in cui ti alzi un po' più tardi (magari perché la sera prima sei stata al Café Oz a ballare con gli amichetti), fai una lenta colazione con toast e marmellata, yogurt e spremuta d'arancia, impasti le fettuccine per il pranzo di Pasqua, spolveri e lavi la tua cameretta in mansarda, ti butti solo la doccia bollente per togliere i residui della serata precedente di dosso e finalmente prendi il tuo mattarello (rigorosamente importato dalla cara Roma!) e stendi felice quelle due fettuccine che ti sei concessa per sentire un po' di sapore di casa...che ogni tanto manca, anche fino a togliere il fiato (ma per la maggior parte del tempo snobbi a favore della splendida città in cui vivi!).

Dalla cucina fa capolino il micione di casa, una enorme palla di pelo miaulosa che mi segue ovunque per ricevere una grattatina dietro le orecchie, che prontamente salta sul tavolo da pranzo e curiosa si aggira attorno ad una bustina che fino ad allora non avevo proprio notato. Sulla busta della profumeria Marionnaud si appoggia comodamente una busta da lettere che recita "Bon Anniversaire Améthyste!". Améthyste è la figlia più grande della padrona di casa, una ragazza giovane e intraprendente che lavora costantemente in ospedale nell'impresa di prendere al più presto la sua laurea e abilitazione come medico; una ragazza interessante e innamorata della vita, ed ancora di più del suo compagno Eric che di tanto in tanto fa capolino in casa e condivide un pranzo con noi. Come non premiarla se non con uno splendido dolce? E quale miglior dolce se non lo splendido rotolo alla crema di nocciole e cocco che la mia amica Adriana mi ha donato prima di ripartire per il nord francese?

Ebbene contando che in generale Adraiana non è nemmeno in grado di fare un budino pronto della Cameo (non me ne volere Adry se stai leggendo, ma nei nostri trancorsi assieme hai messo spesso a dura prova il mio stomaco...ciò non toglie che ti voglio un mondo di bene uguale...quasi), questa volta mi ha davvero sorpresa con questa delicatezza facile e veloce che corona il palato per una breve e gustosa merenda. Dunque eccovi:

Rotolo alla Crema di nocciole e Cocco
di Adriana

Ingredienti:
- 130g farina 00
- 130g zucchero semolato
- 4 uova intere
- 50 ml latte
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di vanillina
- 1/2 bustina di lievito chimico per dolci
- 1 vasetto da 200g di crema di nocciole e cacao 
- cocco grattato

Preparazione:
Solita procedura base: in una ciotola sbattere energicamente (a mano o con fruste elettriche) le uova con lo zucchero fino a raddoppiarle di volume ed a renderle soffici e spumose. 

Aggiungere a cucchiaiate la farina setacciata (mi raccomando attenzione a non formare grumi aggiungendo la farina, ecco perché ve la faccio setacciare), e mantecare fino a rendere il composto liscio ed omogeneo. Aggiungere il pizzico di sale, e lievito e vanillina (ambedue setacciate). 

Se vi incuriosisce la cosa potete aggiungere qualsivoglia aroma, quale ad esembio la buccia d'arancia o di limone, o magari qualche goccia di mandorla amara, yum!

Infine aggiungete quel goccio di latte e finite di amalgamare. Su una teglia coperta con carta forno, versate l'impasto e lisciatene la superficie sì da stenderlo in maniera omogenea e rettangolare lungo tutta la teglia. Infornare in forno preriscaldato a 100° per 10/15 min, sfornate quando la superficie è dorata ma non scura.

Non appena sfornate la pasta, coprite prontamente con un panno umido. Perché? Perché viceversa non vi si staccherà mai la pasta del dolce dalla carta forno ed inoltre arrotolandola su se stessa si spaccherebbe...buono comunque il dolce per carità, ma meno carino, no?
Ebbene dopo aver lasciato così la pasta a riposare qualche minuto togliete il canovaccio, cospargete con la crema di nocciole (scaldata vagamente a bagno maria o in forno microonde)  e il cocco lasciando il vuoto ad un centimentro dal bordo, altrimenti arrotolando la pasta avrete una fuoriuscita di crema. Avvolgete il rotolo su se stesso, aggiustate i bordi con un coltello, spolverate con zucchero a velo et voilà! La zuppa l'è cotta!

Bon Appetit!






giovedì 10 aprile 2014

Più affamata che mai!

E' tornata! La Ciliegina si è rimessa in moto. Dopo una parentesi di exchange di ricette con un blog per studenti (fallito miseramente perché semplicemente non mi diverte raccontare di come si fa a fare l'uovo all'occhio di bue perfetto) che ben o male mi occupava una ricetta per settimana, rieccomi in moto per il mio piccolo spazio di paradiso e di buon cibo. Lo ammetto non ho scusanti son stata lenta e pigra, ma adesso penso a recuperare tutti gli spadellamenti persi. 

La  mia missione è diventata: importare la cucina italiana in Francia, perché parliamone, questi cucinano proprio male! O meglio si vantano d'avere una buona cucina, buoni prodotti, ma in realtà non è un popolo che ama cucinare. Ho visto case con due misere placche a induzione vecchie e arruginite, o fornelli ricoperti di carta alluminio per evitare di dover sporcare e pulire ogni volta, ho visto cose che voi amanti della cucina non potete neanche immaginare. Ma per fortuna ora mi ospita una famiglia iper dotata di placche a induzione last generation e bizzarri condimenti (tipo latte di cocco, crema di mandorle, ecc.) e che soprattutto una volta a settimana mi fa sbizzarrire in cucina come non mai, mi danno proprio campo libero. 

Settimana scorsa mi son concessa una breve pausa italiana dove ho fatto grandi scorte: parmigiano, biscotti novellini, puntarelle, prosciutto crudo, pecorino, corallina e invine tre bei carciofoni cimaroli! Cosa ci abbiamo fatto? E mo v'o racconto!

Carciofi alla Giudia

Ingredienti: 
- 3 carciofi qualità Cimaroli
- 1l olio di semi di girasole
- sale
- vino bianco
- 1 limone

Preparazione:
Prendete i carciofoni e prima cosa da fare è guardare il gambo e LASCIARLO STARE LI' DOV'E'! Ho cioccato il padrone di casa mia a pulire i carciofi ed uno me l'ha mutilato, me lo son mangiato vivo!

Iniziare a staccare le foglie più alla base girando in tondo fino a vedere un centimetro di parte bianca; pulire la base del fiore e il gambo aiutandovi con un coltello o con un pela-patate. Tagliate un pochino del gambo giusto per toglierne la parte vecchia, e tagliate la punta del fiore di netto. Stiamo togliendo tutte le parti dure che anche in frittura restano noiose a masticare. Sbattere il fiore sul tavolo di lavoro così da facilitare l'apertura dei petali durante la frittura.

N.B.: I carciofi si ossidano facilmente quindi quando finite di pulirne uno e passate ad un altro, quello pulito lasciatelo riposare in una bacinella con acqua fredda e limone così che non si annerisca.

Immergere orizzontalmente in olio bollente, lasciar cuocere finché con i rebbi della forchetta non sentirete che il gambo è cotto, allora posizionate tutti i carciofi verticalmente e cuocete qualche altro minuto. 

Prelevate i carciofi e lasciateli scolare su carta assorbente. Cospargeteli di sale e bagnate i fiori con del vino bianco e re-immergete verticalmente in olio bollente. Lasciate cuocere ancora un po' facendo attenzione a non bruciarli. Prelevate un'altra volta e lasciate definitivamente scolare su nuova carta assorbente. 

Potete servire caldi o freddi.




La caratteristica dei carciofi alla giudia è proprio questa doppia frittura aiutata dallo shock termico del vino freddo, se non la fate, non è un carciofo alla giudia. E' più facile di quanto sembri, quindi godeteveli tutti ;)