martedì 27 dicembre 2011

Il mio Natale...

Dacchè l'anno scorso non ero molto entusiasta di festeggiamenti, mangiate a sbafo, cucinare da mattina a sera per minimo due giorni nell'attesa di un'unica serata da passare assieme ai parenti (che in genere a casa mia son solo i nonni paterni poichè siamo una famiglia abbastanza ristretta), vai a capire il motivo per cui quest'anno ero invece in fervida attesa e scalpitavo per fiondarmi in cucina. Forse perchè quest'anno ci sarebbero stati anche la cugina del babbo con marito e figlio, forse perchè ero talmente rilassata dopo la laurea che avevo voglia di mettere le mani in pasta, insomma alla fine tra me e mamma abbiamo creato un bel cenone di vigilia, e vi voglio racconatre cos'abbiamo fatto. Tra cambi continui di idee e ricerche di ricette assurde e poco probabili per la nostra limitata cucina, alla fine il menù s'è ridotto a questo:

Menù

Entree
Tartine con crema di tonno ed erba cipollina fresca
Tartine con crema di melanzane ed olive nere
Olive

Antipasto
Gamberoni saltati sul letto di rughetta e pachino
Insalata di mare

Primo
Risotto alla crema di scampi

Secondo
Spigola al cartoccio con odori

Contorni
Cipolline in agrodolce
Carciofi stufati
Fritto di verdure
Puntarelle

Dolci
Torta di pere amaretti e cioccolato
Biscottini allo zenzero
Cioccolatini
Mini-Panettoncini regalo

In questo post mi limiterò a descrivere solo alcune di queste prelibatezze raccontandovi e mostrandovi come sono state eseguite e presentate in tavola.

Gamberoni saltati sul letto di rughetta e pachino

Ingredienti (per 8 persone):

- 24 gamberoni surgelati
- rughetta
- pomodori pachino
- aglio
- peperoncino
- olio evo
- sale
- limone non trattato
- vino bianco

Preparazione:
Mettete a scongelare i gamberoni minimo 12h prima dell'uso. Un'oretta prima del desinare prendete una pentola bassa o una padella larga e mettete aglio ed olio a soffriggere in sufficiente olio a fiamma bassa. Quando soffriggono posare delicatamente i gamberoni sulla padella, alzate la fiamma e lasciate 1/2 minuti a rosolare, poi girate tutti i gamberoni e baganteli con un bicchiere di vino bianco. Fate cuocere altri 5 minuti, salate e lasciate asciugare il vino (se necessario rigirate i gamberoni). 

Sui piatti che andrete a servire, adagiate qualche foglia di rughetta e qualche pomodoro pachino ed infine i gamberoni ormai cotti. Versate un filo d'olio e grattuggiate la buccia di un limone su ogni piatto. Il piatto è pronto per essere servito.


Risotto alla crema di scampi

Ingredienti (per 8 persone):
- 15 scampi freschi
- 500 g riso carnaroli
- cipolla, sedano, carota (necessari al fumetto di pesce)
- panna da cucina
- salsa di pomodoro
- brandy
- vino bianco
- aglio
- scalogno
- peperoncino
- olio evo
- sale
- prezzemolo

Preparazione:
Pultite tutti gli scampi lasciandone interi 8 (uno per ogni commensale), conservantdo le teste dei 7 che andrete a pulire. In una pentola ampia andate a bollire mezza cipolla dorata, una costa di sedano ed una carota assieme alle teste degli scampi (ecco il fumetto di pesce); lasciate bollire tutto il tempo della cottura.

A parte in una padella fate un soffritto di aglio, peperoncino e olio, cui andrete ad unire gli scampi pulite e quelli interi. Lasciate cuorete un paio di minuti, ed in seguito inondate con un bicchierino di brandy annacquato in mezzo bicchiere d'acqua. Tentate di flambare (altrimente lasciate solo cuocere e sfumare il brandy) e unite qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro giusto per rosare il sugo. Togliate gli scampi interi (conservateli in un piatto), e l'aglio. Spegnete il fuoco e andate a frullare tutto il sugo e gli scampi puliti in un bicchierone assieme a 4 cucchiai di panna da cucina. Anche questo lasciatelo da parte a riposare coperto.

In un'altra padella fate rosolare a fiamma dolcissima uno scalogno tritato in olio per una decina diminuti abbondanti coprendo con un coperchio (se vedete che si asciuga lo scalogno aggiungete un po' d'acqua). Aggiungete il riso e tostatelo un paio di minuti girando con un mestolo. Aggiungete un bicchiere di vino bianco e fate stufare. Continuate a mantecare per tutto il tempo di cottura (in genere 15 min) aggiungendo mestoli di fumetto bollente. A fine cottura aggiungete la salsa di scampi e amalgamate tutto. 

Una volta pronto il riso impiattate, agadiate uno scampo intero per piatto, e cospargete di prezzemolo fresco tritato. Servite.



Torta di Pere, Amaretti e Cioccolato

Ingredienti:
- 200 g farina 00
- 200 g cioccolato fondente
- 170 g burro
- 100 g amaretti
- 4 uova
- 4 pere Kaiser
- 100 g zucchero di canna
- 350 ml circa di vino moscato
- 1/2 bustina lievito per dolci
- 1 pizzico di sale

Preparazione:
Sbucciare e tagliare le pere in quarti. Andatele a disporre in una pentola larga e copritele col vino moscato. Mettete su fiamma allegra e lasciate cuocere fino al completo assorbimento del vino girandole di tanto in tanto per non farle attaccare sul fondo della pentola.
A parte tritate il cioccolato ed andatelo a sciogliere in un pentolino con 100 g di burro. Lasciate sciogliere e raffreddare.

Infine in una ciotola andate a sbattere i tuorli delle uova con lo zucchero e gli ultimi 70 g di burro, andate ad aggiungere il cioccolato fuso e mantecate. Infine aggiungete gli amaretti sbriciolati, la farina setacciata assieme al lievito e gli albumi montati a neve fermissima con un pizzico di sale mescolando (mi raccomando) dal basso verso l'alto per non smontarli.

In una tortiera di circa 24 cm imburrata ed infarinata andate a versare metà dell'impasto; disponete le pere a cerchio e ricopritele con l'ultima metà dell'impasto. Infornate per 40 min a 180°. Una volta tirata via dal forno lasciate freddare del tutto e ricoprite con lo zucchero a velo. E gnaaaaaaaaamm!!!



Le ricette per i mini-panettoncini e i biscotti allo zenzero sono nel ricettario, l'idea carina è stata di servire i biscotti durante lo scarto dei regali e regalare i minipanettoncini a fine serata come ricordo della vigilia. 
Inoltre voglio ringraziare la mia dolcissima amica Sarottola per avermi regalato gli stampini per fare i cioccolatini a forma di cuore <3.

 

Buone feste a tutti quanti, da parte mia e da parte del mio esercito  di omini Pan di Zenzero.


domenica 27 novembre 2011

E da italiana che si rispetti...'A PIZZA!!!


Ci sono state controversie circa il risultato di questa pizza: c'è chi dice che era ottima, chi che la pasta era troppo cotta, chi che il pomodoro era eccessivo ecc...

Io dico che la pizza deve affogare nel pomodoro, lo confesso sono un'amante di sughi, salse e creme, perciò se venite a cena da me dovete adattarvi, chiaro? :D
No scherzo, diciamo che la prima volta che l'ho provata mi sono limitata; la seconda invece quando l'ho fatta ai miei genitori ho un po' esagerato, dimenticandomi sventuratamente che mio padre non ama il sapore, l'odore, il colore dei pomodori...me tapina!!!
Ecco quindi:

Pizza

Ingredienti:
- 500 g farina bianca
- 25 g lievito di birra fresco
- acqua
- 1 cucchiaio d'olio e.v.o.
- altra farina per la spianatoia
- sale
- salsa di pomodoro
- basilico
- mozzarella (fior di latte)

facoltativi:
- melanzane
- peperoni
- zucchine
- origano

Preparazione:

fase 1: Preparazione dell'impasto:
Come prima cosa sciogliete il lievito di birra con un bicchiere d'acqua tiepida in una ciotolina, aggiungete un paio di cucchiai di  farina e mescolate fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea. Lasciate lievitare coperta da uno strofinaccio per mezz'ora.

fase 2: Lievitazione
Raccogliete la restante farina a vulcano sulla spianatoia, unitevi la pastella, 2 dl d'acqua, l'olio ed un pizzico di sale. Impastare tutti gli ingredienti e lavorare energicamente per una decina di minuti finchè non si appiccichi più alle dita. Fate una palla e lasciate riposare in una ciotola un poco unta coperta da uno strofinaccio dopo aver applicato un taglio a croce sulla pasta. Lasciate lievitare per 2 ore in luogo tiepido.

fase 3: Stendere la pasta
Riprendere la pasta, lavorarla nuovamente una decina di minuti per riattivare il lievito, appiattirla col palmo della mano ed allargarla con le dita fino a ottenere un disco di pasta (spessore circa 1/2 cm).

fase 4: Condire la pizza
Adesso la pizza va condita: mentre attendete che la pasta lieviti, preparate un po' di salsa di pomodoro sbattendola con un po' di sale, olio, basilico e qualche spicchio d'aglio, sbattete con una forchetta e lasciate riposare.
Una volta stesa, spargete la salsa sulla pasta ed aggiungete dei tocchetti di mozzarella, pepate e aggiungete altre foglie di basilico.

fase 5: Cottura
Spostate la pizza su una teglia coperta da carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 220° per 15 min.

Sfornate e DIVORATEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!


 

Piccola variante: potete aggiungere delle verdure grigliate  sulla pizza prima di mettere la mozzarella. Variante davvero gustosa e verdurosa...da accompagnare con una birra gelida!!!

sabato 12 novembre 2011

BIIIIIIIIS!!!


Non mi era mai capitato di ricevere, a distanza di due breverrime settimana, una richiesta affamata per la stessa identica torta. Ho fatto questo Cake Cioccolato e Rosmarino quattro volte in due settimane...e ancora me lo chiedono. Ma io sono cattiva, mi rifiuto di farlo in quanto odio ripetermi in cucina, e voglio sempre sperimentare cose nuove (muahahahahahahahah quanto sono cattiva ><). Tutto cominciò in ufficio un giorno che mi son portata dietro il numero di Ottobre di Sale & Pepe; sfoglindolo assieme alle colleghe siamo state immantinente attratte dal questa ricetta: così rustica e terrigna, così profumata e gustosa...l'ho provata il weekend subito seguente. Ne ho fatta una per l'università ed una per l'uffico e...nemmeno il tempo di farla assaggiare che mi hanno subito chiesto un accorato BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIS!!!
Eccola qui:

Cake Cioccolato & Rosmarino

Ingredienti:
- 200 g farina 00
- 80 g farina integrale
- 150 g cioccolato fondante
- 120 g zucchero di canna (preferibilmente mascobado)
- 2 cucchiaini di lievito per dolci
- 180 ml latte p.s.
- 3 uova
- 200 ml olio e.v.o.
- 2 cucchiai di aghi di rosmarino puliti
- sale

Preparazione:
Per prima cosa, facciamo un caldo e profumato olio al rosmarino: in un pentolino scaldate l'olio a fiamma bassa con dentro gli aghi di rosmarino per circa 3 min. Lasciate coperto a raffreddarsi una volta spento il fuoco.

In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti secchi: le due farine, il sale, il lievito, e lo zucchero. In un'altra ciotola, preparate un'emulsione con l'olio ormai freddo, il latte, e le uova; andate a mescolare i liquidi con una frusta per amalgamarli, ed infine andateli ad aggiungere agli ingredienti secchi. Mescolate bene con una cucchiaia di legno ed aggiungete il cioccolato tritato molto grossolanamente.


Infine versate in una tortiera (da circa 24 cm di diametro) precedentemente imburrata ed infarinata ed infornate a 180° per circa 45 min. Prova dello stecchino eeeeeeeeeeeeeee...GNAMMMM!!!


domenica 23 ottobre 2011

Passeggiata Eugubina




Intanto perdonate la solita mia personale eclissi dalla blogosfera ma stavolta ho un'ottima scusante: ebbene ero in Cina e precisamente ad Hong Kong. Motivazione? Ho accompagnato mio padre per un viaggio di lavoro...un 'esperienza davvero unica ma ahimè davvero povera di risvolti gastronomici (per quanto i miei sforzi volti alla ricerca di pietanze locali ci siano stati anche se vani).

Come promesso, vi voglio raccontare di quella serata all'insegna della degustazione del buon vino e del buon cibo, che il comune di Gubbio ha organizzato per la sua amata città. Una passeggiata notturna, tra le silenziose ed ariose stradelle scoscese della città bianca...serata sbagliata per mettere i tacchi infatti, perchè tra vino e salite si può dire che ho dato spettacolo...


Essendo arrivati con largo anticipo al botteghino per acquistare i biglietti per la manifestazione, ci è stato offerta la possibilità di partecipare ad una degustazione guidata dall'AIS (Associazione Italiana Sommelier) distaccamento umbro, in cui due delegatici hanno accompagnato per mano tra le vigne della Franciacorta assaggiando tre tipi di spumante della linea Berlucchi quali un Pas Dosè, un Brut ed un Rosè.


Una volta rimessi in moto, e già barcollanti perchè avevamo buttato giù tre flut di spumante senza niente nello stomachino, ci siamo inoltrati verso uno dei tre percorsi enologici proposti: scegliemmo il percorso verde il quale proponeva una cena leggera ed una degustazione di 7 vini diversi a bartire dallo spumante, andando verso i bianchi, adagiandosi su un paio di rossi ed infine...l'ultimo ve lo lascio a sorpresa.

Rientrati nel primo ristorante, ci troviamo dentro un antico frantoio, con torchio annesso che troneggiava davanti allae tavole imbandite, dove al nostro arrivo vien subito servito un altro Franciacorta Brut della casa Antica Fratta, accompagnato da una deliziosa bruscetta sbriciolata di pane, pomodorini, cipolla tropea, sedano e carotine con a fianco una leggerissima, ma indelebile al gusto, fettina di prosciutto crudo. Una volta derminata la degustazione ecco che ci propongono un altro vino: un bianco di toscana IGT droppello della casa Marchese Incisa/Fertuna, ed una volta mandato giù anche questo, ci siamo inerpicati per la prima salita di Gubbio.

Le scarpe già mi stavano addentando i piedi, ma avevamo ancora tanto da assaggiare, indi per cui mi son fatta forza ed ho proseguito imperterrita fino al ristorante La Locanda del Duca, dove assieme a degli stuzzichini abbiamo degustato il terzo vino del percorso: un Arneis delle langhe DOC della casa Ceretto, un bianco davvero apprezzabile.

Ed ecco giunti finalmente al primo piatto: con entrata riservata a noi partecipanti delle EuguVino (così era chiamata l'iniziativa), ci fanno sedere all'interno della Taverna del Lupo, dove assieme ad un Vermentino di Sardegna DOC della casa Argiolas davvero ottimo, ci servono un piatto di rigatoni con ricciola e pomodoretto fresco: così leggero e delicato che si sposava ad hoc al Vermentino (vino che già da sola avevo avuto il piacere di incontrare non di rado nella mia stessa cucina).


Una volta usciti dalla Taverna, senza essere stati mangiati dal lupo, anzi casomai era accaduto il contrario, ci appropinquiamo verso una delle porte d'ingresso della città di Gubbio e per la precisione al Ristorante dei Consoli per assaporare il primo bicchiere di rosso(un Umbria IGT calor vita del Castello di Solfagnano), assieme ad un sottile carpaccio di roastbeaf accompagnato da un rustico grissino e croccanti fettine di cetriolino. Unica pecca è che muniti di piatto, forchette, bicchiere, pane, ecc. ci hanno fatto sedere sui gradini senza fornirci un tavolo/sedia d'appoggio...l'ho trovato un gesto molto scortese, anche perchè almeno invece di servire del piatto si poteva servire un secondo tipo finger food e facilitarci un po' la vita, ma pazienza...ce l'abbiamo fatta ;D


Eccoci ancora in cammino verso la prossima meta: stanchi, strascicanti i piedi, barcollanti, ma non a causa dell'effettiva stanchezza bensì a causa degli effluvi dei fumi dell'alcool, ci approcciamo alla sosta forse più piacevole tra tutte: il Bar l'Eugubino, dove ci accoglie una simpaticissima Sommelierche ci serve tutta contenta un più potente rosso Toscana IGT Le Cupole della Tenuta di Trinoro. Un rosso davvero ma davvero buono, e poi da buona Toscana riesco a riconoscere i sapori di casa, accompagnato da un ancor più buono pecorino stagionato...cos'altro desiderare?
Eccoci infine...il dolce. Il tanto atteso Recioto di Valpolicella DOC La Roggia di Speri, abbinato a delle dolcissime crostatine dense di mousse al cioccolato con adagiate sulla cima due gustose e succosissime amarene, pronte ad entrare nell'affamata bocca del commensale accompagnato da una goccia di potentissimo Recioto, l'unico vino per il quale ho PRETESO due bicchieri.


Ed eccoci al calar della notte...all'una ci avviciniamo alla piazza Oderisi, dove l'alcool-test offerto gratuitamente dal comune di Gubbio diventa quasi un gioco, anche fomentato dagli stranamente adorabili vigili urbani: sono risultata positiva all'alcool-test con un poco grave in effetti 0.6 (limite consentito 0.5), ma grazie al cielo quella seraguidava Papozzo, quindi diretti verso la nostra casetta ci lasciamo andare tra le braccia di Morfeo  stanchi ma soddisfatti...e con la pancia piena.









martedì 27 settembre 2011

Clafoutis...una nuova scoperta

- Accidenti, da quanto tempo non ci vediamo!!! Come va? Lo studio?
- Lo studio...lo studio, dio mio che tragedia...lasciamo stare parliamo di faccende più amene: che ne dici di un caffettolino nel pomeriggio così ci aggiorniamo sulle ciance generiche?
- No no no non si può fare. devo fare quella faccenda poco amena...pranzo?
- Ma sì va, tanto dovremo nutrirci anche noi di tanto in tanto, ed io ho casa libera quindi sei la benvenuta.
- No se vengo a casa tua è finita, ti metti a cucinare un pranzo di nozze, pure due e poi non studi più...
- Ma ti pare? Dai ti faccio due cavolate soft così ci ditraiamo un'oretta e via.
- Va bene, ok. Alle 12.30 da te!!!

E così nasce il mio:

Clafotis di Ciliegie

Ingredienti:
- 600 g ciliegie denocciolate
- 4 uova
- 200 g zucchero di canna
- 120 g farina 00
- 300 ml latte p.s.
- burro per ungere la teglia
- 1 pizzico di sale

Preparazione:
Dopo avere denocciolato quelle stramaledette ciliegie (scusate ma è l'unico appellativo che mi viene dopo aver passato mezz'ora ad inzaccherarmi di succo rosso per tentare di denocciolarle con un coltello da cucina), fatele macerare con 40 g di zucchero di canna in una ciotola per una mezz'ora in frigo.

Imburrate ed inzuccherate (usate un po' dello zucchero di canna) una teglia di circa 30x20 cm e versate la frutta sul fondo. A parte il un'altra ciotola, sbattete le uova con il restante zucchero, setacciatevi la farina, aggiungete il pizzico di sale, ed infine il latte a filo. Mescolate bene.

Versate il composto, che tra l'altro sarà molto liquido quindi non vi spaventate, sopra le ciliegie nella teglia ed infornate in forno preriscaldato a 210° per 30/35 min.
Sfornate e lasciate raffreddare.


  

La ricetta l'ho presto da uno dei libretti di Sale&Pepe Collection intitolato "Delizie alla Frutta", il quale ripropone il clafoutis in varie vesti: frutti di bosco, albicocche, duroni, ecc...quindi date sfogo alla vostra creatività ;D

domenica 18 settembre 2011

100 post, 100 racconti


Ed alla fine, dopo un lungo anno e mezzo, eccoci al 100° post...100 paginette su cui ho ritagliato brevi e dolcissimi attimi di vita, in cui i problemi scompaiono, in cui ci si riunisce ad una tradizione millenaria, in cui ci si estrania da se stessi e ci si fonde con l'intero universo...in cucina ci siamo solo io, la farina, le uova e lo zucchero: non preoccupazioni, non multe, non bollette, non università o lavoro...io la farina le uova e lo zucchero. Devo dire che non sono mai riuscita a tenere costantemente un diario (o un "giornale" come mi piace chiamarlo, imitando le giovani inglesi dell'800), ne ho iniziati tanti e rileggendoli non posso non arrossire rileggendo le sciocchezze che scrivevo allor: come mi piaceva Daniele, lo guardavo dall'altra parte dell'aula sistemarsi gli occhiali mentre sonnecchiava durante le lezioni; quanto mi aveva fatto indiavolare mia madre quel giorno, e solo perchè mi ero dimenticata di svuotare la lavatrice (ovviamente perchè stavo pensando a Daniele); e poi più cresciuta le prime vere delusioni dalla vita, gli amici persi, quelli ritrovati, quelli dimenticati...
Ma questo breviario di vita è diverso, perchè per la prima volta ho trovato un hobby che riesco a coltivare da più di un anno (cosa estranea alla mia indole poco costante ed eccitata dalle nuove esperienze, dalle novità), e riuscirne a raccontare con tanta semplicità e benevolenza è un gran traguardo. Due anni per iniziare a provare a cucinare, un anno per fargli prendere del tutto il sopravvento ed un anno per farne la mia attività più proficua.

Perciò voglio festeggiare questo 100° post con una torta fatta quest'estate: un po' fuori stagione perchè ormai le ciliegie son scomparse e le pesche tabacchiere son state surclassate dalle percoche o giallone (anch'esse sulla via della sparizione...l'autunno s'avvicina). Chiedo dunque venia per il ritardo, d'ora in poi tenterò di postare le ricette secondo la stagione giusta; è aomunque un'idea per l'anno prossimo.

Torta di Ciliegie e Pesche Tabacchiere con Crumble alla Cannella

Ingredienti:
- 175 g farina
- 175 g zucchero (se preferite: metà semolato, metà di canna)
- 175 g burro
- 3 uova
- 2 cucchiaini di estratto di vaniglia (o vanillina)
- 200 g ciliegie denocciolate
- 4/5 pesche tabacchiere
- 1 cucchiaino di lievito per dolci 
per il crumble:
- 2 cucchiai di farina
- 25 g burro
- 2 cucchiai di zucchero di canna
- 2 cucchiaini di cannella

Preparazione:
Innanzitutto preparariamo il crumble: con la punta delle dita intidere o sbriciolare il burro morbido con la farina, lo zucchero e la cannella in una bacinella fino a formare un impasto grumoso che andremo a coprire con la pellicola ed a conservare in frigo per una mezzora.
Lavate le pesche e tagliatele a fette; lavate e denocciolate le ciliegie. A parte sbattete le uova con lo zucchero, ed una volta formato un'impasto denso e spumoso, aggiungete la farina e il lievito, l’estratto di vaniglia e il burro morbido a tocchetti, ed amalgamate bene. 

Infine aggiungete metà della frutta, mescolate e versate in una teglia rivestita con carta da forno di 21 o 23 cm di diametro. Distribuite sulla superficie ciò che rimane della frutta e completate ricoprendola con il crumble. 

Infornate a 180° per circa 50 minuti. Ottima servita sia tiepida che fredda, magari con una pallina di gelato alla vaniglia a fianco.
 


 


Devo ammettere: l'idea l'ho presa dalla cara Sigrid, ormai celeberrima blogger del "Il Cavoletto di Bruxelles". La torta è fondamentalmente la stessa, ma le ha prediletto le albicocche al posto delle pesche, perciò se volete dargli un'occhiata eccovi il link.

domenica 11 settembre 2011

Troniamo sul semplice: muffins!!!


Bene, ci siamo ufficialmente messi a lavoro: per voi!!! Vi racconto un'altra piccola avventura. Vi ho narrato dei miei pomeriggi danzanti sul prato del dipartimento di matematica della Sapienza? Ebbene se non l'ho fatto in passato, me ne dolgo, e tenterò di riparare alla mia mancanza adesso.

Finchè non sono arrivati quei maledetti esami di Giugno e Luglio, Settembre ecc...con alcuni dei miei compagni di corso mi ritrovavo circa una volta a settimana sul pratino davanti al nostro dipartimento per darci alla pazza gioia danzando sulle incalzanti note della pizzica salentina o della taranta napoletana (e talvolta di qualche giga lombarda), all'insegna della bella Italia, quella vera e non quella che ci appare davanti agli occhi tutti i giorni, rovinata e corrotta; ho assaporato in questi brevi ritrovi il vero amore per l'Italianità, la nostra inconfondibile gioia, il nostro amore per la vita, per il sole, per il cibo e per il bere; un'ebrezza dovuta non solo ai fumi dell'alcool (che a dirla tutta scarseggiava sempre), ma più che altro dovuta ad un sano divertimento ed ad un vero piacere di stare insieme. Dal Salento alla Napoli più verace ci concedevamo brevi attimi di felicità tra una lezione e l'altra, con annesso ed immancabile pranzo comune sul pratino davanti al dipartimento, o come meglio preferivamo chiamarlo, il nostro privato Dejeurner sur l'Herbe

Come al solito mi sono cimentata sul dolce, che più mi appassiona e coinvolge, ed ecco così (mi rendo conto della poca italianeità dei miei piatti) una crostata di frolla integrale e crema al cioccolato, muffins alle banane e muffins integrali alle fragole; vi narrerò solo degli ultimi due.


Muffins alle Banane e Cioccolato

Ingredienti (per 12 muffins) : 
- 200 g di farina 00
- 50 g di zucchero semolato 
- 120 ml di latte 
- 50 ml di olio di semi 
- ½ bustina di lievito per dolci 
- 1 uovo, leggermente sbattuto 
- 60 g di gocce di cioccolato 
- 2 banane mature, schiacciate 
- 1 pizzico di sale

Preparazione:
Preriscaldare il forno a 180°. 
In una ciotola, unire tutti gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito e sale) e mescolarli brevemente. In un’altra ciotola, invece, assemblare tutti gli ingredienti umidi (uovo, latte, olio e banane) e mescolarli. A questo punto incorporate gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolate velocemente, e per poco tempo; aggiungere anche le gocce di cioccolato e mescolare un altro paio di volte. 
Distribuite il composto negli stampini da muffins (imburrati e infarinati se non sono in silicone) e cuocete per 20/25 min o comunque fino a doratura. Fate sempre e comuque la prova dello stecchino!!! Buoni anche tiepidi.
Per la top, sciogliete del cioccolato a bagno maria, lasciate freddare qualche minuto, ed aiutandovi con un cucchiaio  distribuite sulla superficie dei muffins.

Muffins Integrali alle Fragole

Ingredienti:
- 1 vasetto di yogurt
- 2 uova
- 140 g di zucchero
- 125 g di farina 00
- 125 g di farina integrale
- 1 bustina di lievito
- 1 tazza di fragole tagliate a pezzetti (circa 300 g)
- 1/2 bicchiere di olio di semi
1 o 2 cucchiai di latte (solo se il composto è troppo secco)

- zucchero di canna per spolverizzare la superficie dei muffin

Preparazione:
Amalgamare con la frusta lo yogurt assieme allo zucchero ed alle uova, unire l'olio e mescolare. Incorporare i due tipi di farina setacciati con il lievito e, se necessario, un cucchiaio di latte. Unire infine i pezzetti di fragole.
Riempite per metà gli stampi dei muffin e infornate a 160°/170° per circa una mezz'ora o comunque fino a doratura.

 

lunedì 29 agosto 2011

Ti prego...TIRAMISU'!!!



Eccolaaaaaaa!!! Chiedo venia, sono stata molto sciocca e negligente, ma sinceramente mi ero preparata tante ricette e fotine in archivio e proprio non avevo voglia di scrivere: ero nervosa, impicciata, scocciata da un po' tutto e tutti, quindi non sarei stata di compagnia, nessuna ricetta si condivide veramente con questo stato d'animo. Adesso diciamo che stiamo riprendendo in mano la situazione ed è ora di ricominciare a scrivere, almeno quelle ricette che ho messo già in archivio.

Prima tra tutte, l'avete già capito dal titolo, il Tiramisù, il dio dei dolci. Per chi oggi ricomincia a lavorare, per chi a breve ricomincia a dare esami per la sessione settembrina (maledetta sessione di settembre!!!), per chi tra un paio di settimane ricomincia la scuola, ci vuole proprio un po' di dolcezza.

Per fare questo Tiramisù, mi sono completamente affidata al mio fidato Sale&Pepe ho rispolverato un vecchio numero del Maggio 2010 in cui era dedicato un intero servizio di 4 pagine al nostro caro e consolatore amico. Con quelle splendide foto e la loro narrazione lineare sembra tutto semplicissimo, ed in effetti fare il Tiramisù è una vera baggianata... se siete capaci di non bervi tutto il caffè corretto e la crema al mascarpone durante la preparazione...

In ogni caso, eccovi la ricetta:

Tiramisù

Ingredienti (x 6 persone):
- 20 savoiardi circa
- 3 uova fresche
- 300 g mascarpone
- 120 g zucchero
- 1 tazza di caffè
- 1 bicchierino di rum
- cacao amaro
- cioccolato fondente
- 1 pizzico di sale

Preparazione:
In una ciotola mettete i tuori delle uova (che avrete separato dagli albumi), cui aggiungerete lo zucchero, e che andrete a lavorare con la frusta fino a rendere l'impasto soffice e spumoso. Incorporate a cucchiaiate il mascarpone e mescolate man mano energicamente l'impasto ottenendo così una crema densa ed omogenea.

In un'altra ciotola unite agli albumi un pizzico di sale per montarli meglio ed incominciate a montarli a neve ferma con le fruste elettriche possibilmente; aggiungete alla crema di mascarpone gli albumi a cucchiaiate mescolando dal basso verso l'alto.

Finalmente preparatevi un bel caffè, anzi due: uno ve lo bevete ed uno lo usate per il dolce. Dolcificatelo appena, ed aggiungete il rum. Rapidamente immergetevi i savoiardi che andrete a sistemare sulla teglia che avete scelto da presentare col docle. Versate qualche cucchiaiata di crema e livellate con una spatola fino a renderla una superficie omogenea, coprite con una spolverata di cacao amaro, ed una manciata di scaglie di cioccolato fondente. Ripetete l'operazione fino all'esaurimento della materia prima.

Riponete in frigo per almeno una notte coperto da un foglio d'alluminio. Si può anche congelare per 3/4 mesi e poi metterlo in frigo la notte prima di servirlo, ma sinceramente è sempre meglio non congerlare...






Allora, che ne pensate? Va bene come prima ricetta di inizio "anno lavorativo"?

sabato 2 luglio 2011

Crumblettando!!!


Estate implica frutta fresca, e frutta fresca implica crumble!!! In effetti la procedura è molto poco estiva in quanto necessita dell'accensione del forno...ma dopotutto togliendo di mezzo l'uso del forno quanti dolci rimangono nel ricettario dei nostri desideri? Quindi soffriamo in silenzio per poterne godere in seguito.

Ne ho fatti un paio nel giro di una settimana, in quanto la pochezza di tempo limita le mie possibilità di sfaccendare in cucina e tra i fornelli (dove sguazzerei dalla mattina alla sera specie in questo periodo, quando le lievitazioni sono più facili grazie alla torrida temperatura romana). Infatti il crumble è facile, veloce, gustoso e con poco burro (ultimamente lo sopporto poco), così che si abbina perfettamente ai finali delle mie cenette tutte al femminile.

Eccovi la ricetta:

Crumble di Ciliegie

Ingredienti:
crumble:
- 160g farina
- 100g burro
- 100g zucchero di canna
- vanillina o cannella
farcia:
- 1kg ciliegie
- 1 limone non trattato
- 100 g zucchero

Preparazione:
Lavare, asciugare e denocciolare le ciliegie che andranno messe in una ciotola cui unireta 100 g di zucchero, la scorza di limone e se volete osare anche qualche goccia di succo del medesimo limone. Lasciate macerare in firgo per una mezzora mescolando con un cucchiaio di tanto in tanto.

A parte mescolate, o per meglio dire intridete, con le vostre mani zucchero, farina e burro a fiocchi freddo aromatizzando con vanillina e/o cannella. Fate in modo di formare delle grosse briciole.

A questo punto imburrate ed inzuccherate una tortiera (o una teglia) da forno che andrete prima a riempire della farcia di ciliegie ed infine a ricoprire con le briciole di crumble. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 40 min circa.





Io ho fatto anche una variante con pesche tabacchiere (in quanto quella sera ero a corto di altra frutto), che ho accompagnato con una salsa di cioccolato fondente fatta sciogliendo del cioccolato in un goccio di latte su fuoco lentissimo. Cambiano solo gli ingredienti della farcia, ma il procedimento è lo stesso:


Crumble di Pesche Tabacchiere

Ingredienti:
crumble:
- 160g farina
- 100g burro
- 100g zucchero di canna
- vanillina o cannella
farcia:
- 4 pesche tabacchiere
- 1 mela smith
- 1 limone non trattato
- 100 g zucchero
salsa:
- 100 g cioccolato fontente
- latte q.b.



sabato 25 giugno 2011

Mmm...polpette verdurose!!!


Stamattina mi sento pervasa da un certo qual senso di euforia...una piacevole vena di onnipotenza, voglia di fare, costruire, imbastire...mi capita spesso, quindi so benissimo che durerà il periodo di scrittura di questo post e finirà quando toccherò il fondo della mia tazzina di caffè ancora colma (per fortuna ;D).

Oggi vi racconto una ricetta semplicissima, venuta fuori in una delle sere in cui, rimasta finalmente sola e non volendo invitare gente a desinare da me, mi costringo a prepararmi qualcosa di dietetico, ma che almeno sia sfizioso. E vi assicuro che pasto più completo ed allo stesso tempo dietetico di questo, è davvero difficile trovarlo.

In attesa di prepararmi al week-end in cui mi darò di nuovo finalmente ai dolci (ed in particolar modo ad un Clafoutis di Ciliegie, in quanto mi è arrivata a casa una chilata di ciliegie davvero saporite), mi voglio adesso ricordare della cucina salata semplice e primordiale.

Polpette di Fagiolini con Salsa di Yogurt

Ingredienti:
- 200 g fagiolini freschi
- 1 uovo
- sale & pepe
- 1 spicchio d'aglio
- pangrattato q.b.
- yogurt greco (io ho usato il mio casalingo che è ugualmente acido)
- olio e.v.o.
- odori (io ho prediletto basilico e menta)

Preparazione:
Lessare molto al dente i fagiolini in acqua salata o cotti a vapore (in pentola a pressinoe bastano 7 min circa), versarli in una ciotola e frullateli con il sale, pepe, un gocio d'olio lo spicchio d'aglio tritato e l'uovo fino ad ottenere una purea omogenea.

Aggiungete il pangrattato quanto basta per ottenere la giusta densità, senza che diventi né troppo tosto, né molle. Formate con il cucchiaio bagnato o con le mani bagnate delle polpette che andrete ad adagiare su una piastra già calda o sulla teglia nel forno preriscaldato.

A parte preparate una salsa allo yogurt e menta versando lo yogurt in una ciotola e frullandolo con sale, pepe, olio e gli odori (mondati e sminuzzati) e frullate fino quando diventa cremoso.

Potete accompagnare con pomodorini freschi da sgranocchiare assieme alle polpette.



domenica 19 giugno 2011

Legumi bis

Diciamo che sto facendo di tutto per non studiare, nonostante io domani abbia un esame orale, che mi ha fatto passare la voglia di vivere per quanto tempo e forze io gli abbia dedicato: diciamo che è una materia che merita molta attenzione in quanto a bellezza, ma con un professore che non merita nemmeno un briciolo di applicazione, pazienza, o venerazione (sentimento che in genere provo nei confronti di buoni professori). Quindi visto che l'esito del mio esame non dipenderà dalla mia bravura, conoscenza, o capacità d'apprendimento, mi limiterò a fare il minimo indispensabile (diciamo che sto anche usando questo post come giustificazione a me stessa per la mia relativamente poca applicazione...una catarsi dalle mie colpe :D).

In compenso per colpa del "matto" (è il semplice soprannome che gli ho dato, rende l'idea, no?) ho smesso di cucinare e non tocco fornelli da più di una settimana proprio nel momento più fervido ed intenso della mia attività: sto seriamente prendendo in considerazione la possibilità di intraprendere in un lontano futuro (e quindi ho ancora un sacco di tempo per pensarci, farmi passare questa folle idea, o farla radicare nella mia mente) una carriera in questo splendido e fantasioso mondo quale è quello della cucina; dovrò lavorare tanto e sodo, studiare l'una e l'altra cosa (contando che sto facendo un percorso di studi totalmente diverso e distaccato da questo ambiente), essere costantemente impegnata ed attiva (cosa che adesso le mie condizioni fisiche non mi permettono di fare...). Ma diamo tempo al tempo: laureiamoci, lavoriamo qualche anno, facciamo qualche corso di cucina e poi si vedrà...

Ma basta tormentarsi e veniamo al sodo:

Hummus

Ingredienti:
- 300g ceci secchi
- 2 spicchi d'aglio
- 2 limoni
- olio e.v.o.
- spezie varie (sale, pepe, curcuma, curry, paprika)

Preparazione:
Come prima cosa da fare assicuratevi di avere un minimo di un giorno e mezzo di tempo in quanto i ceci secchi vanno messi a bagno per un tot di 24h in acqua fredda (in un volume d'acqua che sia il doppio di quello dei ceci).

Fatto ciò è tutto in discesa: fate cuocere in pensola a pressione i ceci scolati per una trentina di minuti , ri-scolate e lasciate freddare un po' di tempo. A parte in una padella larga far scaldare 3 cucchiai d'olio con i due spicchi d'aglio e tutte le spezie, aggiungete i ceci e fate saltare qualche minuto a fiamma allegra avendo cura di non far bruciare nulla.

Versate i ceci in una scodella, aggiungete il succo dei limoni, e del prezzemolo tritato aggiustando di sale e pepe; amalgamante e frullate il tutto fino ad ottenere una crema densa ed omogenea (se serve aggiungete a filo dell'olio per ammorbidire il composto).

Servite spolverato di altro prezzemolo tritato con pane azimo d'accompagno.





L'ebbro errante consiglia: Date le note speziate dell'hummus, potremmo provare con un gewurztraminer bianco altoatesino aromatico, con note di mela golden, litchi e rosa, dal tratto un po' esotico.
Con piatti molto speziati tipici della cultura mediorientale o nordafricana è difficile trovare abbinamenti adeguati; le culture sono molto differenti dalla nostra in fatto di cibo, per cui hanno altre tradizioni e bevande (vedi il tè, per esempio) per accompagnare alcune pietanze.

domenica 5 giugno 2011

Legumiamo


Sì, vado a periodi lo ammetto, ma stavolta sono stupita dei miei gusti. Ho imparato a rispondere alle richieste del mio organismo: ho voglia di banane? Allora avrò una carenza di potassio o la pressione un po' bassina; voglia di carne? Carenza di ferro; frutta fresca? Calo di zuccheri...insomma ormai ho il radar per le richieste del mio corpo: lui chiede ed io obbedisco...e cucino. Ma stavolta i legumi non li capisco proprio...SPECIE D'ESTATE!!! Ovviamente li cucino in modo molto scialbo e fresco (perchè una pasta e fagioli bollente di quenti tempi proprio non la si soffre). A Roma si alternano giorni caldo torrido e pioggerelline stive, le quali non aiutano l'aria afosa e la cappa che si è creata sopra la nostra storica città (e tra l'altro non mi aiutano a studiare...cosa fondamentale in periodo esami), quindi passa sia la voglia di cucinare che di mangiare; determinati giorni invece ti svegli con un'idea in mente, che non se ne va fino all'ora di pranzo quando finalmente la puoi attuare. E così fu per questa insalatina. C'è da dire che innanzitutto fa parte della mia "dieta" quindi non mi sono per nulla sentita in colpa (non sottovalutiamo quest'aspetto!!!), ed inoltre è leggere e fresca, facilissima da digerire. La salsa con cui l'ho accompagnata rende inoltre il piatto unico, distinguendola da una banale scodella di lenticchie e pomodori.

Insalata di Lenticchie e Pomodorini con Salsa di Yogurt

Ingredienti (per 1 porzione):
- 100 g lenticchie secche
- 10 pomodori pachino freschi
- 1 cipolla tropea
- 50 ml yogurt
- prezzemolo q.b.
- sale
- olio

Preparazione:
Lessate in acqua bollente salata le lenticchie per 30 min (facendo quindi in modo che non si disfacciano in cottura, ma che invece rimangano belle compatte e croccantelle). Una volta scolate, lasciatele freddare, così che una volta pronte le andrete a condire con pomodorini fresci spaccati a metà, mezza cipolla fresca a fettine sottili ed un'emulsione così preparata: frullate l'altra metà della cipolla di tropea fresca con prezzemolo, sale, un cucchiaio d'olio e lo yogurt (il mio è molto acido perchè è quello fatto in casa).




L'ebbro errante consiglia: su insalate e verdure/ortaggi crudi diventa difficilmente abbinabile il vino, a causa di note "verdi" o acidule pronunciate (in questo caso, vedi il pomodoro). Tanto più è difficile abbinare in presenza di uno yogurt acido. Il vino è una bevanda acida, per cui la frizione tra le due diventa insopportabile e spiacevole.

Nel caso, volendo proprio provare dovrei suggerire un vino greco, magari di santorini, ma è impossibile trovarlo, per cui, proviamo con un grecanico siciliano, vino bianco mediterraneo di buon corpo, morbido, acidità contenuta.

giovedì 26 maggio 2011

Sento profumo di primavera


Non appena vedo spuntare il sole sul calar del Maggio io sento, vedo, odoro, l'essenza della primavera, o l'arrivo dell'estate: lo sento nella carne, sulla punta della lingua, sulla superficie della pelle...le rondini che alla mattina mi svegliano verso le 6, o il sole che spunta e si fa spazio attraverso i palazzi dell'eterna Roma all'alba accarezzandomi tra le coperte, il profumo dell'erba appena tagliata sui prati della Sapienza...Non riesco a capacitarmi di com'è possibile che noi abbiamo tutto questo, di poterne assaporare ogni piccolo boccone succulento di questa vita e di questa estate, forse una delle tante o forse una unica in quanto ad intensità ed emozioni. Bè io sono qui, e ne voglio raccogliere ogni istante, ogni goccia, ogni petalo, e tenermelo stretto al petto vicino al cuore per farli battere all'unisono.

Inoltre questi momenti che ho descritto qui sopra richiamano anche i più dolci istinti della gola: sentiamo tutti il richiamo della frutta fresca quali fragole, prugne, pesche percoche, limoni, e soprattutto ciliegie. Quest'anno cominciamo con le fragole...

Crostata di Frolla Integrale alle Fragole & Crema Pasticcera

Ingredienti:
per la frolla:
- 170 g farina integrale
- 80 g farina 00
- 125 g burro
- 2 uova
- 100 g zucchero (50 g di canna, 50 g semolato)
- 1 pizzico di lievito in polvere
- 1 pizzico di sale
per la crema pasticcera al limone:
- 25 g maizena
- 3 tuorli d'uovo freschi
- 250 ml latte
- 75 g zucchero semolato
- vanillina
- limone non trattato
altro:
- 500 g fragole fresche

Preparazione:
Preparare la frolla integrale seguendo le solite istruzioni che troverete qui.

Mentre la frolla stanca riposa in frigo per la sua oretta, preparate la crema pasticcera profumata al limone (ci tengo a precisarlo perchè i limoni erano quelli ischitani di mio nonno, ed erano assolutamente NON trattati ed ultra profumati): mettete a scaldare il latte assieme alla buccia di limone grattugiata ed una volta che il latte sfiora il bollore, togliete dal fuoco e coprite lasciando in infusione per 10 min. A parte, mentre attendete, sbattere i tuorli d'uovo assieme allo zucchero (mi raccomando: composto spumoso ed omogeneo), la vanillina e se vi è rimasto anche un goccetto di latte. Mettere il composto di uova e farina sul fuoco in una casseruola e bagnare con latte caldo amalgamando con una frusta piccola fino ad esaurimento del latte. Lasciar addensare la crema fino al raggiungimento della densità desiderata facendo in modo che non si attacchi sul fondo o si aggrumi.
Una volta pronta mettere la crema in un contenitore di vetro o porcellana e coprire subito con la pellicola trasparente (così che non si formi quella fastidiosa patina sulla superficie della crema).

Una volta pronta la frolla stendetela sulla spianatoia, metterla nella forma della crostata, ed infornare per 20/25 min in forno preriscaldato a 180°.

Sfornate la frolla, la quale, una volta freddata va guarnita con la crema pasticcera (anch'essa ormai fredda) e dalle fragole fresche mondate e tagliate a metà.








Da oggi c'è una novità. Poichè mi sto appassionando al mondo del vino ed alle sue molteplici sfaccettature, abbiamo una consulenza enologica per ogni ricetta che sia degna di essa. Questa ricetta è più che degna d'esser accompagnata da un buon vinello dolce.

L'ebbro errante consiglia: La crostata con frolla integrale è già di per sé complessa. Se aggiungiamo la crema e le fragole, le sensazioni diventano varie, sfaccettate e molteplici: si va dal croccante burroso e quasi "affumicato" della frolla al morbido dolce della crema, fino a giungere all'acidulo delle fragole fresche. Abbiamo bisogno di un vino di buona alcolicità e struttura (per incontrare crema e frolla), e di sfumature fruttate e morbide per avvolgere e proteggere la fragola, riducendone l'impatto acidulo. Perciò abbinerei un moscato rosa alto-atesino.
Alcune etichette sono reperibili anche in supermercati.

lunedì 16 maggio 2011

RISIKO!!!

Una serata tranquilla tra amici, che sembrava un innocente incontro all'insegna della gentilezza, dell'offrirsi un piccolo segno d'affetto, o direttamente dei trtini di pasta; una notte finita tardi tra caffè con la cremina e chiacchiere affiatate di gossip e ciarle varie. Ed invece...invece una lotta sanguinosa su un campo di battaglia che è il mondo: una partitona a Risiko!!!

Ebbene sono arrivata quella sera inconsapevole di ciò che mi avrebbe aspettato perchè mi avevano invitato col pretesto di passare una serata insieme all'insegna del buon cibo, ed invece mi hanno incastrata tra tre armate: io con i miei piccoli carri armatini viola attaccata su tutti i fronti da squadre e battaglioni avversari tentando di sopravvivere mossa dopo mossa agli attacchi e tentando di conquistare tutta l'asia ed il sud america (invano perchè non ci sono riuscita...).

A parte ciò per consolarmi della sconfitta, ricordo con piacere la cena che mi hanno preparato (gnammmm!!!) e la scrausa quiche integrale agli asparagi con cui ho contribuito a mo' di ringraziamento per l'invito a cena.

Quiche integrale di Asparagi & Scamorza

Ingredienti:
per la pasta brisée integrale:

- 100 g farina 00
- 150 g farina integrale
- 150 g burro morbido
- 1 uovo
- 1 cucchiaio di latte freddo
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino di zucchero
per la farcia:
- 500 g di asparagi
- 2 uova
- sale & pepe
- latte q.b.
- pan grattato q.b.
- scamorza a fette q.b.

Preparazione:

fase 1: preparare la pasta brisée


Versare nel mixer la farina (tutta) setacciata assieme al sale ed allo zucchero ed al burro tagliato a tocchetti (per renderlo morbido basta toglierlo 1 oretta prima dal frigo); Azionare il mixer ed aspettare che si formi una pasta granulosa, allora si può aggiungere anche l'uovo ed il latte e ri-azionare il mixer fino al raggiungimento di una pasta compatta che andrete a versare sulla spianatoia per lavorarla un po' con le mani. Avvolgere la pasta in una pellicola e lasciarla riposare in frigo fino all'uso.

fase 2: preparare la farcia

Mettere a sfrigolare in una padella bassa e larga cipolla tagliata a rondelle sottili, olio ed un po' di peperoncino, ed allora aggiungere gli asparagi mondati e tagliati a pezzetti. Coprire col coperchio la padella e lasciar stufare per una ventina di minuti aggiungendo acqua di tanto in tanto se si asciuga il composto. Aggiungere un po' di odori (come pepe, curry oppure curcuma) e lasciar stufare senza coperchio fino a fine cottura.

A parte sbattere le uova con un po' di sale, pepe, latte e pan grattato.

fase 3: integliare

Prendere la pasta dal frigo, lasciarla ammorbidire un po' e poi cominciare a stenderla con un mattarello. Coprire una teglia imburrata ed infarinata con la pasta, tagliarne gli eccessi ai bordi e riempire con gli asparagi (che siano un minimo raffreddati). Versare le uova sopra gli asparagi in modo uniforme e coprire tutta la superficie della quiche con le fette di scamorza.

Infornare per 20/25 min a 180° in forno pre-riscaldato.





La ricetta della quiche è una mia personale rielaborazione di una pasta brisée di Michel Roux trovato dall'estrato di Sale&Pepe del suo libro "Golosa Pasta Frolla" che tra l'altro prima o poi mi comprerò (o qualcuno mi può regalare, se proprio lo desidera ;D).

mercoledì 11 maggio 2011

Esperimento culinario

Capita a volte di fare dei bei pastrocchi in cucina, davvero poco commestibili tra l'altro. Queste crostatine ne sono la prova vivente: una mattina come tante sono stata folgorata da una brillante visione di mini crostatine gustose, che avessero un sentore aspro ma dolce, candide ma colorate...una vera visione!!!
Tutta questa malsana idea è stata stimolata dalla presenza in frigo di yogurt greco e mirtilli, la cui combinazione i attirava molto; indi per cui mi son messa all'opera ed ho separatamente fabbricato: frolla profumata al limone, crema di yogurt greco, crema di cioccolato bianco, e mini crumble di frutta secca...che schifo, ma come mi è passato per la testa?

Vabbè sta di fatto che la prolla è venuta praticamente cruda, yogurt e cioccolato bianco fanno penare insieme, e quindi l'accostamento è stato un disastro...ma ho delle precisazioni da fare in quanto l'idea poteva essere buona:

1. Non mischiare troppi sapori: quindi sì allo yogurt greco addolcito con un po' di zucchero a velo, ma no all'accostamento col cioccolato bianco.
Delle belle crostatine con crema di yogurt e mirtilli sarebbero andate benissimo senza strafare con tutti gli altri ingredienti;

2. Sì alla frutta secca: in effetti l'accostamento di mandorle a fette tostate e qualche fiocco d'avena sarebbero stati anch'essi ad hoc per smorzare l'acidità di yogurt e mirtilli, ed in ogni caso danno colore alla crostatina;

3. Attenzione alla frolla: Sinceramente ho capito dopo due anni di cucina come si cuociono perfettamente solo 2 tipi di frolla: la classica di base e quella integrale, le altre NON LE SO CUOCERE e non ho capito dove sbaglio. Va a finire che mi vengono sempre o troppo cotte o troppo crude, inoltre un minuto in più od in meno nel forno fanno effettivamente la differenza...la chimica mi sarebbe servita, ma grazie al cielo ho avuto a che fare con lei solo per uno scarso e triste anno al liceo...

Quindi non vi darò la ricetta ma solo le foto, proponendomi in futuro di rifarle e postare l'abbinamento perfetto (inoltre a parte tutto son venute davvero meravigliose, compensando pienamente il loro cattivo sapore).



sabato 30 aprile 2011

A simple thing...

Una cosa semplice ma buona...una colazione dolce ma asprina, con un tocco di viola, che ci sta sempre bene. Come al solito, o meglio come ogni weekend, si ripropone il dilemma "Oh mamma ma adesso che porto all'università domani? Sto in crisi, farò una schifezza perchè non sono capace a cucinare e li avvelenerò". Però ancora non è deceduto nessuno...meno male ;D
Se dovessero leggere questo post (ma anche tutto il blog) penso che non assaggeranno mai più nulla di ciò che preparo loro...

Per fortuna che se sto in crisi-da-cucina posso sempre cavarmela con dei dolci e veloci muffins od un cake facile da tagliare a fette e trasportare per mezza Roma con tutti gli sballottamenti dell'autobus. Così ho optato per un bellissimo cake che ho intravisto girando per blog, tuttavia l'ho trovato per di più ai lamponi mentre io avevo voglia di viola, voglia di...MIRTILLIIIIIIIIIII!!!

Ecco a voi:

Cake ai Mirtilli & Cioccolato Bianco

Ingredienti:
- 200 g farina
- 150 g burro
- 150 g zucchero
- 3 uova
- 1 bicchiere di latte
- 1 limone
- 1/2 bustina di lievito
- 1/2 cucc.no di sale
- 200 g mirtilli
- 100 g cioccolato bianco

Preparazione:
Montare il burro morbido, lasciato fuori dal frigo per parecchio tempo, assieme allo zucchero con una spatola di legno; aggiungete le uova una per volta amalgamandole bene con la spatola ed il succo del limone (mi raccomando: biologico, non trattato, e profumatissimo...io ho usato quelli di mio nonno). Amalgamare con latte aggiunto a filo ed il pizzico di sale, ed a cucchiaiate aggiungete la farina setacciata assieme al lievito. Infine tritate grossolanamente il cioccolato bianco ed aggiungetelo all'impasto.

Versate in uno stampo rivestito di carta forno ed infornate a 180° (preriscaldate sempre il forno) per 45 min. Fate sempre la prova dello stecchino, sfornate e non togliete dallo stampo finchè non è perfettamente raffreddato.